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Ragazza con l’orecchino di perla Torna il grande cinema

Dopo la pausa natalizia torna Apollo Arte e Cultura con un appuntamento d’apertura davvero speciale. Domani alle 21, sul grande schermo dell’Apollo arriva “La ragazza con l’orecchino di perla di...

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Dopo la pausa natalizia torna Apollo Arte e Cultura con un appuntamento d’apertura davvero speciale.

Domani alle 21, sul grande schermo dell’Apollo arriva “La ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer e altri tesori”, dal Museo Mauritshuis a L'Aja, percorso unico fra le opere e la poetica di un grande artista.

Tracy Chevalier ne fece la protagonista del suo romanzo da milioni di copie vendute (dal quale fu tratto il film di Peter Webber con gli eccezionali Scarlett Johansson e Colin Firth). Ben 350mila sono stati i visitatori che in tre mesi sono accorsi a incontrarla nel corso della mostra bolognese.

“La ragazza con l’orecchino di perla”, l’opera di Jan Vermeer - che 150 anni fa era soprannominato la “Sfinge di Delft” perché ben poco si sapeva della sua vita e del suo lavoro - si offre oggi al pubblico in tutta la sua silenziosa e aggraziata bellezza. Concluso un tour di due anni nei più importanti musei del pianeta (dove ha incontrato oltre 1,2 milioni di spettatori da Tokyo a New York, da Atlanta a Bologna), la gemma del Nord torna al Museo Mauritshuis pronta a raccontare la sua storia.

Domani verrà così proiettato solo per un giorno nei cinema italiani “Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer e altri tesori dal Museo Mauritshuis”, il tour cinematografico che guiderà gli spettatori tra le sale del museo dell'Aia che ri-accoglie il suo dipinto più celebre dopo due anni di restauri.

Il tour al cinema esplorerà i legami tra arte e letteratura, pittura e cinema, immagini e immaginario, anche grazie alle interviste ad esperti e a scrittori, tra cui la stessa Tracy Chevalier.

Oltre all'opera di Vermeer il pubblico scoprirà anche la “Lezione di anatomia del dottor Tulp” di Rembrandt e “Il Cardellino” di Carel Fabritius (reso celebre dal romanzo best seller di Donna Tartt), venendo poi trasportato dalle parole di Proust nel cuore dei più bei dipinti del XVII secolo olandese.

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