Scigliano eguaglia la “Giselle” originale
Il pubblico non è quello sperato, tanti applausi ai giovani danzatori
Quando un coreografo di danza contemporanea affronta il repertorio del balletto classico trasformando le Giselle, le Marie, le Aurore, le Coppelie in altrettanti personaggi che danzano sulle braccia, bacino e gambe, piuttosto che sulle punte, il rischio è di impoverire il capolavoro classico mutandolo in una pietosa parodia contemporanea. Non è il caso di Eugenio Scigliano, che con la sua “Giselle” andata in scena per opera del Junior Balletto di Toscana domenica pomeriggio nel Teatro Comunale Abbado, ha eguagliato la bellezza e l’effetto emotivo della coreografia originale.
Scigliano sposta l’azione nell’età vittoriana, dai Balcani medievali alla verde Inghilterra, ma non cambia la sostanza della trama, che vede Giselle innamorata dell’Istitutore (contropersonaggio del Principe) fidanzato dell'Istitutrice (contropersonaggio della Principessa), morire di suicidio anziché di crepacuore. E conserva il misticismo crudele del cosiddetto “atto bianco” quando di notte le Villi (fantasmi delle donne tradite o abbandonate dal loro uomo) circondano l’Istitutore obbligandolo a una danza macabra che si potrebbe concludere con la morte se non intervenisse lo spirito di Giselle a salvare il malcapitato. Viene adottata una suite delle musiche originali di Adolphe Adam, per cui tutto il classicismo viene trasferito con mano attenta nel contemporaneo.
Ottima la compagnia Junior BdT diretta da Cristina Bozzolini. E se l’elogio è onnicomprensivo di tutti i giovani danzatori (under 21, per la cronaca) una nota in più va spesa per la protagonista, Laura Massetti, la cui personalità artistica è già notevole: passa dal classico al moderno al contemporaneo con naturalezza e senza stridori stilistici, così come presumibilmente richiestole da Scigliano. Massimo livello anche per la danza di Luca Cesa (Istitutore) e Giovanna Pagone (Istitutrice; poi regina delle Villi). Cesa si è mostrato sicuro, forte ed energico nelle innumerevoli prese alte alla Massetti, quando, in particolare, quest’ultima, interpretando la propria anima sostanziatasi in una Villi, si abbandona a corpo morto nelle braccia dell’amato per le giravolte e le piroette che rendono in modo simbolico il dolore dell'uomo e il pentimento per sue responsabilità nel suicidio di Giselle.
Il pubblico purtroppo è stasto inferiore alle attese, ma calorosi e prolungati comunque gli applausi dei presenti.
Athos Tromboni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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