Diverse identità letterarie di Bassani
“Racconti, diari, cronache” nel volume curato da Pieri che svela l’umanità dello scrittore ferrarese
È stato il curatore Piero Pieri a rompere il ghiaccio, ieri sera in biblioteca Ariostea, alla presentazione di “Bassani: racconti, diari, cronache”. «Il disegno di questo libro sta nell’intenzione di comunicare le plurime sfaccettature del Bassani uomo, letterato, intellettuale, giornalista, testimone politico. L’umanità di Bassani qui si rivela: come letterato e narratore è fuori da ogni idiosincrasia ideologica, e questo favorisce un racconto altamente morale». Gli interventi degli studiosi si sono susseguiti, come ha ricordato Alberto Rollo, direttore letterario di Feltrinelli e moderatore dell’incontro «illuminando questo testo». Giancarlo Pontiggia ha apprezzato particolarmente la visione poematica: «è un caso forse unico nella narrativa italiana del ’900. La forza di Bassani è di partire da punti concreti andando oltre al fatto storico: da una parte vi è una radice nella storia d'Italia, vista dal punto di vista ferrarese, e d’altro canto ritrovo una dimensione esistenziale profonda. Non è lo scrittore a cui siamo abituati, ma ci sono modalità narrative e soluzioni stilistiche nuove, fondate su una dimensione lirica molto forte». Anche il critico Giulio Ferroni è poi intervenuto, sottolineando il riferimento alla difficoltà della scrittura: «In fondo - ha affermato Ferroni - gli scrittori che contano pensano sempre alla propria insufficienza. Il libro rappresenta le diverse identità letterarie di Bassani, ma è anche un ritratto dell’Italia di quegli anni: sotto una prosa apparentemente perfetta si ritrovano le contraddizioni della memoria, che sono poi le contraddizioni del cuore». Elementi affascinanti e anticipazioni sotto il segno della malinconia affrontano poi il rapporto critico con la vita della città: «c’è tutta una suggestione della quotidianità di questo mondo: la scrittura di Bassani afferra sempre questo qualcosa che sfugge». In conclusione, Roberto Pazzi ha letto con passione e ironia alcuni passi dagli editi e dagli inediti: «Ferrara diventa metafora di tutti i posti della terra: il profumo di quella ferraresità un po’ odioamata non è ancora il Bassani unico, è un Bassani giovane e che non concepisce fallimento, una delle più umane debolezze».
Irene Lodi
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