«La gente dopo lo spettacolo deve tornare a casa felice»
«Si inizia a fare l’attore sostanzialmente perché si vuole essere amati, ma lo si diventa davvero quando si comincia ad amare. Recitare, in fondo, è mettersi nelle condizioni di non trattenere per sé...
«Si inizia a fare l’attore sostanzialmente perché si vuole essere amati, ma lo si diventa davvero quando si comincia ad amare. Recitare, in fondo, è mettersi nelle condizioni di non trattenere per sé quel che si fa; non credo che Michelangelo, mentre scolpiva un pezzo di marmo, pensasse di portarselo a casa». Pierfrancesco Favino parla a un gremito Ridotto del Teatro Abbado dello spettacolo “Un servo per due”, in scena in questi giorni a Ferrara. Rappresentazione di taglio comico, a tratti esilarante, durante tutti i 65 minuti. «Abbiamo voluto fare qualcosa – racconta il celebre attore e regista – alla quale la gente fosse felice di assistere e possa tornare a casa con la sensazione di aver speso bene quei venti euro. Non si può lasciare lo spettatore scontento. Soprattutto oggi, va recuperata fiducia tra chi sta sul palcoscenico e chi in platea: il nostro è un compito importante, e che ci spinge ad essere sempre più bravi. Nella speranza che poi la gente ci torni, a teatro». I tredici attori della compagnia (in realtà sono 23 ad alternarsi durante la tournée) sono a contatto con il pubblico, assieme ai quattro musicisti. «Loro – osserva Favino – non solo sono la musica dello spettacolo ma anche il suo respiro: non c’è un suono che non sia dal vivo». L’altro regista è Paolo Sassanelli, volto noto per aver interpretato Oscar nella serie tv “Un medico in famiglia”. Spiega come nasce una moderna rivisitazione della Commedia dell'arte goldoniana (“Il servitore di due padroni”) in chiave cabarettistica: “Richard Bean ha scritto un adattamento per certi versi geniale, con uno humour inglese; noi abbiamo recuperato qualcosa di Goldoni e messo un po’ di umorismo italiano anni Trenta”. Sul palcoscenico si torna oggi alle 21 (fuori abbonamento) e domani alle 16 (turno E).
Fabio Terminali
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