Salvatore Amelio e il suo viaggio artistico senza meta finale
Incontro con il pittore e scultore di Zagarise ora centese doc «Una passione per sempre, con tanta voglia di migliorare»
«L’arte, una passione per la vita, e la voglia di continuare a studiare, per intraprendere un nuovo viaggio artistico e culturale». Disegnatore, pittore, scultore, Salvatore Amelio ripercorre oltre mezzo secolo di amore per l’arte. Un amore vissuto fin dall’infanzia, grazie al padre Antonio di Zagarise, paese natale dell’artista.
Dai primi interessi giovanili per i monumenti della Magna Grecia al trasferimento a Cento, dallo studio a Bologna all’insegnamento: il filo conduttore, negli anni, sempre l’arte, la sua storia, le sue tecniche. È nel suo laboratorio, tra colori, disegni, manifesti e riconoscimenti, che Amelio si mette all’opera, per amore e passione, producendo straordinarie, monumentali sculture e opere in pittura con figure radiose, dinamiche, leggiadre, quasi a sfidare la forza di gravità, in taluni casi, stravolgendo qualità e peso specifico della materia: il bronzo o altro materiale adottato. È da quel laboratorio che emerge con forza il suo poliedrico percorso artistico, segnato da profondi cambiamenti e ripensamenti, ma sempre all’insegna di quella fedeltà, quella cifra stilistica che lo contraddistingue dagli altri scultori del panorama nazionale. Opere che s’intrecciano con motivi di linee curve, tali da non esprimere mai stasi. Trasmettono tensione psicologica, movimento, intenso coinvolgimento emotivo.
In parallelo all’attività espositiva, Amelio realizza una notevole serie di sculture in bronzo per il territorio. Da Cento a Zagarise, la sua arte diventa protagonista in piazze, parchi, chiese, espressione di una profonda stima ed attaccamento alla sua figura umana ed artistica. Durante il suo percorso artistico, l’incontro con papa Giovanni Paolo II nell’86, artisti del calibro di Salvator Dalì, personalità istituzionali, come il presidente del consiglio Goria e il presidente della Camera Casini (2003). Decisive per Amelio anche persone del territorio, come il professor don Franco Patruno, faro della cultura ferrarese, prematuramente scomparso, determinante per la sua maturazione artistica, o Massimo Andalini, imprenditore ed amico che ha sostenuto l’artista nella sua espressione artistica.
Le sue sculture, possono essere suddivise in due categorie: l’arte sacra e soggetti più laici dedicati al lavoro dell’uomo. Da segnalare, tra le opere ‘sacre’, la grande storia ‘del dolore’ nella via crucis del Santuario della Beata Vergine della Rocca di Cento, la Resurrezione di Zagarise, il San Francesco per il convento di Sant’Arcangelo di Romagna, le statue di Padre Pio nel Parco della Rimembranza a Cento e di Porta Saragozza a Bologna, e la Madonna con Bambino per la chiesa del Penzale. Fra le opere ‘laiche’ si segnalano il Lavoro Umano per Banca Centro Emilia, L’artigiano per Cna di Cento, I mestieri per la Federazione Ferrarese Artigiani, L’Uomo stormo per il Comune di Taverna e il gigantesco bronzo Evoluzione nell’atrio della Cassa di Risparmio di Cento. E, ancora, nel 1990, realizza Cosmos per il Pastificio Andalini, e nel ’91 Guercino 91, altorilievo collocato nel sagrato della chiesa del Rosario di Cento. Nel ’97 per la caserma dei Carabinieri di Vergato, Amelio realizza il bronzo Pastrengo, dedicato alla famosa carica di cavalleria. Nel 2006 viene inaugurato il monumento a Ferruccio Lamborghini, concretezza e genialità nell’omonima piazza di Renazzo, paese natale del famoso imprenditore. Nel 2007 realizza un’imponente scultura Sant'Agostino, vie di terra ed acque, collocata nella piazza di Sant’Agostino, mentre per il Comune di San Giovanni in Persiceto nel 2010 crea il grande bronzo dell’Accoglienza, e nel 2011 l’Albero della vita. Infine nel 2013, nei giardini di Carpi viene collocata l’opera La mia strada verso il Rotary.
Maria Teresa Prestigiacomo per la mostra di Taormina scrive: “La scultura si arricchisce di effetti pittorici, soprattutto nelle pieghe delle vesti dei soggetti rappresentati e la pittura si arricchisce, nell’apparenza, di forme e volumi scultorei. Nella produzione del maestro Amelio, le grandi lezioni di valenti artisti che hanno fatto la storia dell’arte italiana del secolo scorso quali Boccioni, De Chirico o il già menzionato Dalì. Ma la fantasia, l’intensa originalità di Amelio, unite alle sue straordinarie competenze tecniche, lo consacrano maestro di forte personalità, protagonista indiscusso della grande storia dell’arte del Terzo Millennio, interprete non solo dell’anima loci di Pergamo, del suo altare, ma soprattutto della storia del più importante regno Ellenico. Attraverso le sue opere, trionfo della civiltà sulla barbarie, Amelio lancia un messaggio universale, senza tempo né spazio, in cui vince, s’impone e si consacra, sull’altare dell’arte, la vera bellezza, inconfutabile da mode, correnti o da critici bislacchi: la Grande Bellezza”.
Intanto, Amelio ha già in serbo un «Altro viaggio, un nuovo itinerario culturale che parte dall’arte cristiana fino a quella contemporanea». Un progetto che potrebbe approdare nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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