Gianni Morandi in visita allo stand MLB Home Gallery
Ad ArteFiera arriva il popolare cantante, ma anche il collezionista più giovane d'Italia (13 anni)
BOLOGNA. Persino Gianni Morandi, prima della chiusura di ArteFiera a Bologna, è andato a stringere la mano a Stefano Scheda per l’installazione sul pavimento di MLB home gallery. E il sorriso del cantante è stato una delle svariate conferme del successo avuto dalla curatela dalla ferrarese Maria Livia Brunelli, che ha puntato tutto su tre nomi: oltre a quello del grande prato verde, hanno spopolato “i neri” di Mustafa Sabbagh e i kirigami di Silvia Camporesi, prove di perizia che le sono valse il Premio Rotari Samoggia 2015 quale “miglior artista in fiera”.
Le speranze, al di là del verde calpestabile, sono rinate anche attraverso lo staff affiatato, che ha dato illustrazioni a centinaia di curiosi, ma senza privarsi di qualche ricreativa déjeuner sull’erba.
«L’interesse è scaturito dal fatto – ha motivato la Brunelli – che non si è trattato solo di opere esposte, bensì di un progetto comune e coeso», a differenza di molti altri stand. L’entusiasmo della gallerista ha toccato l’apice con la visita guidata per piccoli collezionisti; una novità per sensibilizzarli al mondo dell’arte, abituarli al confronto e farli sentire a loro agio nei musei. Un percorso educativo e originale, dai 3 ai 14 anni, che domenica ha avuto come capofila il tredicenne Riccardo Bortolini, il collezionista più giovane d’Italia, poiché già in possesso di ben 35 opere.
Riccardo ha preso la guida di una decina di bimbi seguendo il suo gusto. E hanno avuto la meglio le opere più colorate, tramite l’approccio diretto ed emozionale di chi ancora non ha barriere mentali. Così i piccoli hanno scorazzato dagli emergenti fino al grande Fontana, che Riccardo agli altri ha spiegato: «Vedete? In mezzo a quel taglio passa l’infinito».
Una chicca ulteriore di Sabbagh è stata la video-rivisitazione in chiave underground del rapporto inscindibile tra Cristo e Giuda, dell’attrazione tra il bene e il suo opposto, a tal punto da generare dipendenza in entrambi. Una dipendenza tanto impossibile quanto sofferta. L’artista iraniano lavora a Ferrara con la modella Maria Ziosi, la quale troneggiava in foto cosparsa di una dolce tinta nera, primitiva, che opaca sul corpo brillava negli occhi: i punti luce. Per Sabbagh è stata un’occasione talmente fruttuosa da essere rilanciato con un tweet dalla Melandri, oggi direttrice del prestigioso Maxxi di Roma, che ne ha annunciato la partecipazione a un workshop imminente nella Capitale.
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