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Il Made in Fe parte con il botto

Made in Fe
Made in Fe

Successo per la prima delle tre serate alla sala Estense, fra risate, musica e anche riflessione

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Un binomio strepitoso, uno spettacolo esilarante: Paolo Franceschini e Andrea Poltronieri hanno aperto l’edizione 2015 dell'attesissimo Made in Fe, lo show “targato” Ferrara che si riconferma un mix perfetto di comicità, musica e riflessione. Accompagnati dai talentuosi “60 Lire” e dalla voce di Michael Buttini, che hanno proposto un dinamico medley dal repertorio di Adriano Celentano con canzoni come “Svalutation”, “Storia d’amore”, “L’emozione non ha voce”, ed alcuni brani dei famosi 883, dei Lunapop e Nada, gli shetch hanno raccolto gli applausi di una gremita Sala Estense. Dalle parodie di Giulio Tani con la sua “cover band” all’immaginario collettivo dei villaggi turistici offerti dalla mimica eccezionale di Paolo Franceschini, i sorrisi sono stati al centro della serata che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti.

Prestandosi con grande ironia agli scherzi dei conduttori Made in Fe, sono saliti sul palco i giocatori di Basket della Mobyt Alessandro Amici e Vincenzo Pipitone che hanno improvvisato un “rudimentale” pallacanestro e il duo Eddy Dj-Marcello Treossi che ha coinvolto i presenti in un dinamico itinerario nel mondo delle discoteche dagli anni '70 ad oggi attraverso ricordi, hit, balletti di gruppo ed alcune tracce interpretate straordinariamente da Andrea Poltronieri. Accolti da calorosi applausi i personaggi dell'anziana Nives alle prese con la descrizione del suo curriculum vitae e del pupazzo Giorgio intento ad imparare le lettere dell'alfabeto, apprezzatissimo è stato anche il video di Rosetta, la teenager dai capelli rosa interpretata dal musicista ferrarese ed ispirata alla telenovela argentina dagli ascolti record e trasmessa in 45 nazioni, “Violetta”, in cui appunto personaggio principale è una ragazzina con la passione per la musica che dopo aver girato il mondo con il padre torna nella sua città Natale Buenos Aires iscrivendosi ad una scuola per giovani talenti grazie all'aiuto della zia.

Non sono poi mancati momenti dai toni più riflessivi: Roberta Ravella in occasione del Giorno della Memoria ha portato in scena “La moglie ebrea” un monologo tratto dall’opera di Bertold Brecht, in cui la protagonista Judith Keith, ebrea tedesca, moglie di un medico ariano, decide di lasciare il marito per sottrarlo ai danni lavorativi e sociali a causa delle sue origini. Judith grida la sua rabbia contro la crudeltà del nazismo e coloro che lo sostengono, comprendendo lo stesso marito che non farà nulla per trattenerla, una toccante ed intensa rappresentazione arrivata al cuore del pubblico.

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