A teatro il jazz incontra la classica
Il duo Brunello-Caine conquista il pubblico con un’invenzione da applausi
Pubblico misto, di jazzofili e amanti della musica barocca, l’altra sera al Teatro Comunale Abbado per la performance del pianista americano Uri Caine e del violoncellista veneto Mario Brunello. Si trattava del secondo appuntamento consecutivo, dopo quello della sera precedente dedicato al maestro Claudio Abbado, deceduto un anno fa. L’altra sera, la platea ed i palchi erano quasi tutti occupati, cosa che non succede mai nel nostro teatro per la musica cameristica perché, come abbiamo riferito spesso nelle nostre cronache, le assenze di pubblico superano le presenze. D'accordo, si trattava di pagine molto note di Johann Sebastian Bach ma la novità saliente era il duo Brunello-Caine, virtuosi che da un certo tempo collaborano: prima Brunello ha chiamato il pianista jazz nei suoi concerti all'aria aperta, sulle Dolomiti, poi Caine ha pensato bene di comporre musica apposta per loro due, eseguita anche l’altra sera a Ferrara (Invenzione per violoncello e pianoforte) e il sodalizio ha collezionato una serie di date da portare in tournée. Il jazz e la classica di questa circostanza sono state ospitate al Teatro Abbado nel calendario di Ferrara Musica, rassegna “Today”, inventata per dare spazio alla contemporaneità e anche alla sperimentazione.
Entusiasmo dei ferraresi per la performance del duo ma a nostro avviso, mentre Brunello ha nel proprio intimo le tre sonate per viola da gamba e clavicembalo (qui trascritte per violoncello e pianoforte), così come le musiche di Bach per violoncello solo, per Caine, ci è sembrato fosse esecuzione probatoria di una conoscenza sì approfondita ma meno interiorizzata rispetto al violoncellista. Quando suonavano assieme il più convincente era Brunello, la diteggiatura di Caine pur virtuosa non si amalgamava come basso continuo dell’arco, sembrava indipendente.
Molto meglio ci è sembrata per contro l’esecuzione della Improvvisazione per pianoforte, durata 16 minuti, dove Caine suonando in solitaria ha approcciato un tema di Bach e l'ha trasformato in jazz, entrando e uscendo a più riprese dallo stile fugato e dal contrappunto, alternando la forma dell'armonia con la musica sincopata caratteristica del pianismo jazz.
Brunello, quando ha suonato da solo all'inizio della serata (Suite n.3 in Do maggiore Bwv 1009) è stato come al solito pulitissimo, ispirato, magistrale. Entusiasmo del pubblico per il duo come detto. Da noi non condiviso.
Athos Tromboni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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