E l’altra sera al Teatro Abbado gli applausi erano tutti per lui
FABIO ZIOSI. Gli applausi se li prende tutti lui, Umberto Orsini. Non che gli altri non siano bravi, anzi, ma in questo "Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello, in scena al Teatro Comunale Abbado...
FABIO ZIOSI. Gli applausi se li prende tutti lui, Umberto Orsini. Non che gli altri non siano bravi, anzi, ma in questo "Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello, in scena al Teatro Comunale Abbado sino a domani, è lui che riesce a far scorrere davanti agli occhi anni un teatro ricco di emozioni e di nomi, con quel suo fascino che non solo resta immutato ma, se possibile, accresciuto. L’adattamento del lavoro di Pirandello, Orsini l'ha curato assieme al regista Roberto Valerio (che proprio con questa piéce iniziò la sua carriera d’attore nel ’96 sotto la guida di Gabriele Lavia e sempre con Orsini sul palco) e con Maurizio Balò che firma anche le belle scene. Convincono poi Alvia Reale nella parte della moglie Silia Gala, Totò Onnis in Guido Venanzi, amante di lei, e gli altri protagonisti.
Il Leone Gala di Orsini è un uomo che ricorda, e “rinchiuso” in una camera di ospedale-manicomio ripercorre tutta la vicenda: il tradimento della moglie, l’accettazione di questo e del suo amante come in un rito che sembra nemmeno scalfirlo e che si ripete ossessivamente. In un alternarsi di spazi temporali diversi la scena diventa ora casa Gala ora la stanza d’ospedale con unica costante, quell’uovo che Leone mette al centro della sua cerimonia maniacale che ripete ogni mattina. E il desiderio della moglie di sbarazzarsi del marito diventa da prima sussurrato, alla fine urlato all’amante. Il pretesto di una presunta offesa vede nell’inevitabile duello la soluzione finale. Leone accetta l’impari tenzone ma la mattina dell’appuntamento riesce a convincere l’amante che in realtà è lui a doverlo fare, che quella sfida è tutta per lui e non può tirarsi indietro. La morte che avrebbe dovuto eliminare il marito ricade sull’amante. Forse il marito protagonista pirandelliano è meno innocente di quello che si potrebbe credere. O forse è stato lui a distribuire i ruoli, a fissare per ognuno il giuoco delle parti. Da questa possibile domanda rinasce questa rilettura per cercare nuovi rivoli teatrali, un nuovo alimento al “giuoco” della commedia.
Leone Gala chi è? È un personaggio spinto al paradosso con quella sua imperturbabile tranquillità, è un muro di gomma pronto a far rimbalzare ogni cosa? È realtà o pazzia? Forse a noi fa comodo che sia pazzo per metterci la coscienza a posto. Orsini con Valerio mescola e rimescola dentro Gala, lo spoglia davanti a tutti noi. Il “cinismo sublime ed inquietante” di questo personaggio non basta ai due, che vanno oltre la “solita” conclusione del lavoro pirandelliano. Una fine “definitiva”? Nemmeno per sogno, è la loro fine, sino a quando qualcun altro accetterà la sfida e ne riproporrà un’altra.
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