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Il teatro di Orsini: raccontare storie è un'azione civile

L'incontro di Orsini con gli studenti
L'incontro di Orsini con gli studenti

L'attore in città con "Il gioco delle parti" ha incontrato i ragazzi delle scuole superiori

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FERRARA

Umberto Orsini rimane un punto di riferimento sia per chi il teatro lo conosce da tempo sia per chi ci si sta appena avvicinando. L'attore che calca le scene di tutta Italia dalla metà degli anni Cinquanta giovedì è arrivato a Ferrara con "Il giuoco delle parti", una drammaturgia di Pirandello da lui riadattata insieme al regista Roberto Valerio e riproposta in una chiave nuova, curiosa e forte. Dopo la replica davanti a un teatro stracolmo di giovani studenti delle scuole superiori nell'ambito del ciclo "Il teatro fa scuola" (e che scuola, bisognerebbe aggiungere), l'attore ha incontrato il pubblico presente in sala. Con lui c'erano anche l'attrice Alvia Reale e gli attori Totò Onnis E Flavio Bonacci. A moderare l'incontro è stato chiamato il giornalista Samuele Govoni. «Quando con Valerio abbiamo deciso di riprendere in mano "Il giuoco delle parti", che già avevo interpretato anni addietro - spiega Orsini - , siamo partiti dalla chiusura del sipario, cioè: cosa succede a Leone Gala dopo? Era una domanda che ci incuriosiva e stimolava e quindi abbiamo scelto di raccontare questa storia attraverso i suoi ricordi e i suoi tuffi nel passato». Molti i ragazzi presenti in sala che hanno rivolto alla compagnia più domande possibili. Curiosi di sapere come ci si sente a stare lassù sul palcoscenico e vogliosi di scoprire cosa significhi fare il mestiere dell'attore. «La scintilla per il teatro a me scattò quando da ragazzo, tanti anni fa - sorride - andai a teatro a vedere "Morte di un commesso viaggiatore" di Arthur Miller, con la regia di Luchino Visconti. Mi innamorai del teatro e in quel momento capii che nella vita avrei fatto quello: avrei raccontato delle storie». Da allora sono passati 60 anni, decine di spettacoli e centinaia di repliche. Oggi Umberto Orsini è anche il nome della compagnia da lui fondata, una compagnia che lavora insieme, perché, come ha specificato l'uomo di teatro: «Fare l'attore è per me un'azione civile. Credo che farlo con serietà, impegno e dedizione, affrontando un certo tipo di temi e argomenti sia una responsabilità importante».
 

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