La Nuova Ferrara

nuovi progetti in cantiere

Sonika scende in campo al fianco dei musicisti di casa nostra

Sonika scende in campo al fianco dei musicisti di casa nostra

Chi si ferma è perduto. A Sonika c’è aria di rinnovamento e i ragazzi del Comitato “L’ultimo Baluardo” si sono messi all’opera per cominciare l’anno a colpi di restyling, rivoluzioni ‘tecniche’ e...

3 MINUTI DI LETTURA





Chi si ferma è perduto. A Sonika c’è aria di rinnovamento e i ragazzi del Comitato “L’ultimo Baluardo” si sono messi all’opera per cominciare l’anno a colpi di restyling, rivoluzioni ‘tecniche’ e promozioni per i musicisti. Dopo l’amarezza per il Patchanka, che ha abbassata la saracinesca per sempre, e la minaccia di chiusura di altri locali ferraresi, finalmente arriva una buona notizia per i musicisti nostrani.

Come si presenta innanzitutto il nuovo outfit? L’ambiente è stato reso più accogliente e piacevole con illuminazione a led (dettata anche da finalità ecosostenibili e di risparmio energetico); in ogni sala ci sono nuovi mixer Mackie, casse Proel e db, amplificatori Marshall cassa e testa, Fender hot rod, Line6, amplificatori cassa e testa Hartke per basso e batterie Dw e Pearl; tutti gli ospiti di Sonika possono inoltre usufruire del wi-fi gratuito.

Il bello però deve ancora venire… «Da gennaio vogliamo offrire ai nostri ospiti più “fedeli” la possibilità di registrare gratuitamente un brano audio e video in presa diretta all’interno della nostra sala prove - spiega il presidente, Filippo Cavallini -; le riprese video saranno effettuate da Ares Brunelli, mentre quelle audio dal nostro fonico resident Federico Viola. Ad ogni fine mese faremo un conteggio orario per la band che ha effettuato il maggior numero di ore di prova qui a Sonika e gli offriremo questa possibilità».

Perché lo avete proposto?

«Vogliamo dar modo alle band di essere più ‘vive’ in questo scenario oggigiorno particolarmente nebbioso a livello di opportunità e visibilità. Ci fa tanto piacere collaborare con musicisti locali, amiamo la musica, ognuno di noi suona e la cosa che più amiamo è provare nel nostro piccolo a dare animo alla nostra città, così ricca di ottimi musicisti e band, però poco attenta in termini di spazi e di opportunità».

Cosa pensa della chiusura del Patchanka?

«Mi e ci ha lasciato di stucco. Alcuni di noi hanno suonato là in più occasioni con le rispettive band.... Erika e Paolo erano gli unici che genuinamente davano uno spazio alle band all’interno di un contesto accogliente e organizzato. Sicuramente una perdita difficilmente rimpiazzabile nel futuro più immediato».

Musicalmente parlando, come vede Ferrara nel 2025?

«Piena di giovani talentuosi che avranno dalla loro città ancora meno occasioni di esibirsi di quante già non ne abbiamo noi rispetto alla generazione anni ’90. I giovani devono riprendere in mano la situazione, possibilmente con l’appoggio del Comune, e adoperarsi per risolvere il problema della musica live, poiché al momento, detta come va detta, siamo proprio alla carretta».

Brutti scherzi gioca il destino: il ridotto numero dei palchi è infatti inversamente proporzionale al sovraffollamento di musicisti in territorio Ferrarese... «Senza nulla volerne, ma Bologna e Modena hanno, in proporzione alle dimensioni delle città, un decimo della fauna musicale nostrana; là hanno però o posti bellissimi dove esibirsi; qui neppure l’ombra di un locale ad hoc che non sia una semidiscoteca in cui del concerto alla gente importa niente».

Eleonora Poltronieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google