“Magazzino 18” Con Cristicchi un dramma ora è musical
«Credo di aver trovato il mio modo di stare sul palco. Questo connubio di musica, canzoni e monologhi mi piace. Mi rappresenta. Sto lavorando a un nuovo progetto di “musical civile” se così lo...
«Credo di aver trovato il mio modo di stare sul palco. Questo connubio di musica, canzoni e monologhi mi piace. Mi rappresenta. Sto lavorando a un nuovo progetto di “musical civile” se così lo possiamo definire e vedremo…».
Simone Cristicchi è stato accolto da applausi e affetto. Il pubblico che ha partecipato all’incontro svoltosi ieri alla Pandurera di Cento, prima dello spettacolo, era perlopiù composto da giovani desiderosi di conoscere, sapere e comprendere anche le pagine più cupe della nostra storia. “Magazzino 18” in poco più di un anno ha totalizzato oltre 100 repliche e 70mila spettatori: racconta il dramma vissuto dalle persone costrette ad abbandonare la propria terra alla fine della Seconda Guerra Mondiale. «Tutto è nato da mio nonno, dai suoi silenzi e - spiega - dal freddo che, una volta tornato dalla Campagna di Russia, si è portato appresso tutta la vita. Entrando a “Magazzino 18”, si chiama davvero così la struttura che si trova al Porto Vecchio di Trieste, mi sono trovato davanti alla tragedia dello sradicamento. Questo fatto non poteva però essere solo un capitolo del libro che stavo scrivendo, doveva essere di più e così è nata l’idea dello spettacolo».
Al cantautore romano “Magazzino 18” sta portando soddisfazioni: «Molti esuli mi hanno detto che è stato più utile questo di tante conferenze», ha chiuso prima di salire sul palco.
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