La Nuova Ferrara

Oggi Al De Micheli c’è “La Bohème” firmata da ferraresi

Oggi Al De Micheli c’è “La Bohème” firmata da ferraresi

Sul palco copparese salgono i cori “Verdi” e “Govoni” Direttore Vanzini, maestro Perissinotto e regia della Osti

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Grande appuntamento con il bel canto al Teatro comunale De Micheli di Copparo.

Oggi, con inizio alle 21, l’Associazione culturale Operiamo e il circolo musicale Varos Zamboni presentano La Bohème, opera lirica in quattro quadri di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, con l’Orchestra Città di Ferrara, direttore Renato Vanzini, maestro concertatore e direttore Mauro Perissinotto; la regia è di Maria Cristina Osti. Partecipano alla rappresentazione il coro “Giuseppe Verdi” di Ferrara ed il coro dei monelli della scuola media “C. Govoni” di Copparo.

La Bohème è considerata da molti il vero capolavoro di Puccini. Uno di quei titoli che fotografano lo spirito di un’epoca e lo consegnano per sempre alla memoria dei posteri: la vita di Bohème, tra soffitte fredde, affitti da pagare ed ambizioni artistiche, fu un fenomeno vero della Parigi ottocentesca, dove l’opera è ambientata.

Quasi un mito, immortalato dal romanzo di Henri Murger Scènes de la vie de bohème, la fonte a cui si rifecero i librettisti Illica e Giacosa. I quattro quadri saltano da una situazione all’altra con la frammentarietà, il disordine, l’imprevedibilità tipica della vita precaria degli scapestrati protagonisti, il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il filosofo Colline ed il musicista Schaunard. La loro gioventù si consuma rapidamente tra grandi aspirazioni intellettuali, denti che battono per il gelo, padroni di casa da raggirare, serate di baldoria al quartiere latino, donne da amare…

«Tra le opere più rappresentate al mondo, questo capolavoro del teatro dell’opera - spiega la Osti -, ha racchiusa nella maestà delle sue melodie la capacità di evocare palpiti di sentimento. C’è nella musica la sensazione che proveremmo se ci trovassimo nel luogo descritto in quel momento, quindi ci siamo e ne veniamo immersi: sentiamo il gelo dell’alba invernale che ci pervade le membra, assaporiamo gli umori delle vivande declamate dai giovani artisti, cogliamo lo sbocciare delle rose descritte da Mimì, non possiamo non amare con la stessa fanciullesca passione».

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