La Nuova Ferrara

teatro comunale abbado

La lirica parte bene con il “Turco”

La lirica parte bene con il “Turco”

Apprezzata “prima” con messinscena coprodotta anche da Ferrara

2 MINUTI DI LETTURA





Buona la prima. Nel gergo cinematografico la frase serve per approvare una scena appena girata e risultata soddisfacente. Trattandosi nel nostro caso del debutto della stagione lirica (oggi alle 16 è previsto il turno B), la “prima” del Comunale Abbado, la frase approva il bel risultato della messinscena del Turco in Italia di Gioachino Rossini coprodotto dai teatri di Ferrara, Piacenza e Treviso.

Platea e palchi non esauriti, purtroppo, ma spettacolo degno di partecipazione e applausi. La fresca e meticolosa regia di Federico Bertolani ha reso questo “Turco” una commedia frizzante, ricca di gag extratestuali non invasive, come ad esempio far transitare sul palco la macchina da scrivere semovente del poeta Prosdocimo, a volte condotta anche al guinzaglio dal suo padrone, oppure quella di far recitare allo stesso poeta una pagina di Pirandello mentre tutti gli altri protagonisti lo stanno ad ascoltare, perché la musicologia contemporanea ha spesso parlato di quest’opera buffa di Rossini come di un prodromo dei Sei personaggi in cerca d’autore. Suggestive le luci, sobrie ma funzionali le scene, belli i costumi, tutto per merito di Giulia Zucchetta, Federica Miani e degli allievi della scuola di scenografia dell’Accademia di Venezia.

L'ambientazione è moderna, ma le vesti del coro e dei tre turchi (Selim, Zaida e Albazar) sono vagamente d’epoca, mentre sono in abiti contemporanei il buffo Geronio, la seducente Fiorilla, l’allampanato Narciso e il poeta Prosdocimo e abbondante uso dei mimi.

Sul piano musicale tanti i pregi: il primo è più importante è quello di aver allestito un “Turco” integrale, senza tagli, fino a includere l’aria di Albazar e l’ultima di Fiorilla Squallida veste bruna spesso espunte anche in allestimenti di teatri prestigiosi. Il secondo pregio è la bacchetta del veneziano Francesco Ommassini, già apprezzato al Comunale per la direzione di un bel Rigoletto e prossimo a tornare per dirigere La Sonnambula di Bellini, seconda opera in cartellone quest'anno a Ferrara. Bravissimi i cantanti, su tutti il baritono Lorenzo Regazzo (Prosdocimo) e ottima prestazione del tenore Pietro Adaini che seppur costretto in un ruolo minore (Albazar) ha strappato i più calorosi applausi a scena aperta. Ben preparato il coro diretto da Giuliano Fracasso, al fortepiano Gianni Cappelletto.

Athos Tromboni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google