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Teatro Comunitario ancora in scena

Teatro Comunitario ancora in scena

La rinascita mettendo in scena “La Patria Nuova” nel ricordo di Antonio Tassinari

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Dopo la prematura scomparsa di Antonio Tassinari regista ed autore di tante opere teatrali interpretate dal Gruppo Comunitario di Pontelagoscuro, gli attori hanno avuto comprensibilmente molte difficoltà a ricostruirsi una nuova identità. Ma gli ideali che il grande maestro aveva loro trasmesso insieme ad un grande amore per il teatro e la volontà di stare ancora insieme, hanno fornito quelle forze necessarie per proseguire l’attività, proprio come Antonio avrebbe voluto. Così l'altra sera per la prima volto dopo la morte di Tassinari, nel Teatro del Centro Sociale Il quadrifoglio di Pontelagoscuro è tornata in scena “La Patria nuova”, come segno di ripresa e come omaggio a chi per otto anni è stato più di un maestro ed è sempre nei loro cuori.

Lo spettacolo si riferisce ai problemi che caratterizzano i nostri tempi ed affronta le situazioni che vissero gli emigranti cominciando da quei 27 milioni di italiani che tra la fine dell’ ’800 e l'inizio del ’900, furono costretti a lasciare l'Italia per altri paesi molto lontani. Fra dati storici e finzione - i due attributi chiave del teatro - la vicenda inizia con una famiglia di Ponte che nel 1871 decise di attraversare l'oceano per le Americhe; un viaggio che a quei tempi era lunghissimo e spesso terribile ì ,simile a quello che molti africani affrontano nel deserto prima di approdare - se ce la fanno - sulle coste italiane. La fuga è dalla miseria, dalla guerra, dalla fame e dalla morte sicura e per questo forse l'incognita del futuro spaventa meno. Dalla famiglia di Ponte si arriva facilmente alla storia di altre vite solo apparentemente lontane ma simili invece alle nostre, comprendendo meglio le motivazioni, i sacrifici e le speranze.

Il Teatro Comunitario creato da Antonio Tassinari ha sempre avuto una particolare attenzione verso i problemi sociali e storici. Il primo spettacolo fu “Il paese che non c’è” dedicato a Pontelacoscuro ed alla sua storia, alla distruzione dopo la seconda guerra ed alla faticosa ricostruzione, all’arrivo dei marchigiani ed alla loro splendida integrazione nel tessuto sociale. A questo primo lavoro ne seguirono molti altri come la rappresentazione delle condizioni dei ricoverati nei vecchi manicomi, la fine di uno storico cinema di Ponte, lo straordinario spettacolo dalla liberazione del 25 aprile 1945 più volte riproposto in piazza a Ferrara, l'anno scorso ancora con la presenza di Antonio Tassinari poco prima di morire. «Il Teatro comunitario - sostengono tutti i suoi attori - ci dà la possibilità di metterci nei panni degli altri e ci spinge a farlo anche fuori scena tornando ad essere uomini di fronte ad altri uomini. Per tutto questo, grazie Antonio». Dal 24 febbraio il Gruppo tornerà ad incontrarsi presso la Sala parrocchiale che li ospita da alcuni mesi per cominciare a definire la prossima rappresentazione di “LiberAzione” e gli incontri sono aperti a tutti coloro che credono nei valori della resistenza e della riconquista della libertà

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