Il Ballo del Doge avrà una firma ferrarese
Il galà di sabato a Venezia sarà coordinato da Antonio Bombarda, braccio destro della Sautter
Nella città sospesa per eccellenza, a mezz’acqua tra marmi e nuvole, gli innamorati di tutto il mondo si daranno appuntamento sul Canal Grande, a Palazzo Pisani Moretta, che sabato ospiterà il galà più grandioso ed emozionante del carnevale: il Ballo del Doge.
In una coincidenza unica, cadrà lo stesso giorno di San Valentino e sarà un autentico inno all’amore. “Cupid in Wonderland” il tema: la “meraviglia” immaginata da Antonia Sautter, che di questo evento è ideatrice, sceneggiatrice, costumista e regista, è una Venezia soffusa e a tratti sommersa, fatta di visioni fluttuanti e suggestioni oniriche. E suo fidato braccio destro si è dimostrato ancora una volta il ferrarese Antonio Bombarda, alle prese con il coordinamento delle decine di artisti impegnati a impreziosire la serata.
Ogni piano del palazzo affrescato dal Tiepolo avrà un cuore a sé stante: a terra, dove si svolge la prima parte degli show, sarà trasformato «in un paesaggio marino» ha rivelato Sautter, mentre a salire ci saranno «una festa barocca e uno spettacolo dedicato all’arte della seduzione, incarnata da Casanova».
Nell’anno della nuova Cinderella al cinema, non poteva mancare un riferimento alla più amata tra le principesse, che passerà dal ballo insieme alla sua romantica scarpetta, che ciascuna convitata potrà provare. Ma, come nella fiaba, solo Cenerentola riuscirà a indossarla.
Official sponsor dell’edizione 2015 del Ballo del Doge sarà Franciacorta: bollicine italiane scelte quale partner ufficiale per Expo 2015. Un ambito affine con cui condividere oltre i confini i tratti distintivi del Made in Italy: artigianalità, eleganza e qualità. E a proposito di ferraresi che sanno servire bevande orgogliosamente nazionali, al bar del dorato Teatro La Fenice qualche giorno fa Andrea Gessi ha preparato un caffé a Michele Placido, pausa aromatica senza fretta, prima di immergersi nel sontuoso silenzio dell’ultimo ’700.
Matteo Bianchi
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