Lidia, quando il coraggio scrive la storia
È rimasta l’unica sopravvissuta delle 200 donne che bruciarono i registri della Rsi. Su di lei un libro a cura di Bracciano Lodi
di ALBERTO VINCENZI
A volte la storia gioca strani scherzi. In certe occasioni passa vicino alle persone senza che nemmeno se ne accorgano, in altre le rende protagoniste, per il loro coraggio, il loro impegno. E sicuramente protagoniste della storia sono state Lidia Bellodi e le altre 200 donne bondenesi che il 18 febbraio 1945, assaltarono il municipio di Bondeno, distruggendo i registri di leva della Rsi, impedendo che tanti giovani del comune venissero chiamati a combattere per i nazifascisti negli ultimi mese della seconda guerra mondiale. Da quel giorno, una fredda e soleggiata domenica, sono ormai passati settant’anni e ora Lidia è l’unica superstite di quel gruppo di eroiche donne protagoniste della Resistenza, la cui azione contribuì, insieme all’attività dei partigiani “di pianura” che organizzarono anche l’assalto al municipio, a far attribuire al Comune di Bondeno la medaglia di bronzo al Valor militare. Una vita, quella di Lidia Bellodi, che doveva essere raccontata. Ed è quello che ha fatto Bracciano Lodi - già sindaco di Bondeno, segretario provinciale Pds, assessore provinciale e attuale segretario del comitato di Bondeno dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia - a cui si deve la cura del volume “Lidia Bellodi. Memoria di una donna coraggiosa”, che è edito dalla stessa Anpi e contiene il racconto diretto della protagonista, vero spaccato della vita nelle campagne bondenesi dagli anni Venti del XX secolo sino al dopoguerra (con un chiaro e ampio spazio per gli anni del conflitto mondiale) e proseguire fino ai giorni nostri. Un volume agile, che traduce sulla carta quelle che sono state le condizioni di vita in un ampio lasso di tempo, evidenziando il duro lavoro nei campi, il dramma della guerra, l’impegno nella Resistenza e gli anni della Repubblica. Il libro si apre con la presentazione dell’assessore comunale Francesca Poltronieri, la prefazione di Elisabetta Sgarbi (regista e direttore editoriale Bompiani) e una premessa della ricercatrice storica Antonella Guarnieri Nel libro sono anche contenute appendici sui partigiani caduti (di Edmo Mori), su Silvana Lodi (cui è intitolato il comitato Anpi Bondeno; di Delfina Tromboni e Sonia Lodi) e su Giuseppe Caleffi (di Roberto Fabbri), oltre a una raccolta di documenti e di fotografie. Il volume, realizzato con il contributo della Città di Bondeno e dell’Anpi matildea, sarà presentato domani alle 9.30 nella sala del centro 2000 in viale Matteotti a Bondeno, con gli interventi dell’assessore Poltronieri, di Elisabetta Sgarbi, di Ormea Lupi per l’Udi Bondeno, di Bracciano Lodi e della protagonista della pubblicazione. Che, come scrive la Sgarbi, «è una piccola grande storia, condivisa da tutti quelli che, come Lidia dice, “non si avviliscono mai”. Mai».
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