Musica all’epoca delle corti estensi
Alle 18.15 ecco l’audiovisivo curato da Braga, Locatelli e Regnani
Se qualche volta ci dimentichiamo che Ferrara è stata “maestra” di musica all’epoca della corte estense, dei duchi e dei cardinali, fortunatamente c’è qualcuno che ce lo ricorda. Il Gruppo Nuova Ricerca Musicale, che dal ’74 si occupa della musica storica praticata a Ferrara, oggi alle 18.15 presenta alla sala Estense, in piazza Municipale, un audiovisivo basato sulla sua ultima incisione discografica, dal sapore carnevalesco: “La Grida: Bando sopra le Maschere”.
«Si tratta di un lavoro che non solo vuole rendere omaggio ai musicisti ferraresi del 1600 - spiega Pietro Regnani (flauti dolci, liuto, chitarrino, percussioni), ideatore dell’opera - ma che include pure testi e cronache del tempo sul tema del Carnevale. Il Bando emanato dal cardinal Serra concedeva i festeggiamenti del Carnevale, proseguendo la tradizione del 1500, ma con una serie di restrizioni. Leggendo tali Grida e le cronache, scopriamo che ciò che allora accadeva nella nostra città non doveva differire di molto dalla situazione milanese descritta ne I Promessi Sposi. Fra gli autori scelti per i brani ci sono Frescobaldi, Baruffaldi, Giulio Cesare Croce, Giacomo Serra, Gregorio Lambranzi e altri».
«Nelle corti si teneva la musica riservata - racconta Luigi Locatelli (organo, spinetta, clavicembalo) - solo il duca conosceva gli strumenti che venivano utilizzati. Sin dal 1400 si spendevano somme ingenti per i musicisti di corte e si facevano sperimentalismi. A Ferrara ad esempio esisteva un clavicembalo di 36 tasti per ottava. I nostri musicisti poi erano fra i più conosciuti e ricercati. Frescobaldi si reca a Roma perché è il più grande organista della sua epoca, senza i suoi “Fiori musicali” probabilmente non sarebbe esistito neppure il genio di Bach».
Eleonora Poltronieri
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