La Nuova Ferrara

«Musica e cinema Due modi, un’opera»

«Musica e cinema Due modi, un’opera»

Il compositore canadese Gabriel Thibaudeau all’Abbado

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Si chiude con una serata dedicata al cinema la rassegna concertistica “Today”. Questa sera alle 20.30 al Teatro Comunale Abbado di Ferrara verrà proiettato “L’uomo che ride”, suggestivo film muto del regista Paul Leni (1928) ispirato all’omonimo romanzo di Victor Hugo (1869). L’accompagnamento musicale affidato al compositore canadese Gabriel Thibaudeau verrà eseguito dal vivo dall'ensemble Octuor de France. Per l’occasione abbiamo intervistato proprio il compositore canadese che ama l’Italia e che è rimasto impressionato dalle biciclette parcheggiate davanti alla stazione.

Quando comincia la sua passione per la musica?

«Mi sono avvicinato al pianoforte a 5 anni. Tutti in famiglia erano musicisti: mia nonna era pianista, mio padre violoncellista, mia mamma pianista e organista. A 12 anni ho realizzato la mia prima composizione, a 15 ho cominciato a lavorare come pianista per il balletto e a 19 sono diventato direttore di coro e d’orchestra a Beauharnois, mio paese natale. A distanza di tanto tempo mi occupo ancora delle stesse cose: compongo, suono e dirigo la mia musica».

Suonerete durante la proiezione di un film muto, che rapporto c’è tra la musica e il cinema?

«Sono due aspetti, due modi di guardare un’unica opera. “L’uomo che ride” era inizialmente un romanzo di Victor Hugo. Hollywood nel 1928 ha trasformato il testo in un film; dietro la macchina da presa c’era un regista tedesco e davanti attori italiani e tedeschi. Nel 1997 ho avuto l’incarico di scrivere per l’Octuor de France una nuova partitura su questo film, in occasione de “La Quinzaine des réalisateurs du Festival de Cannes”, edizione 1998. Da allora l'Octuor de France e io portiamo in giro per il mondo questo spettacolo».

Come nascono le sue composizioni?

«Al’'inizio c’è sempre un movimento dell'anima, un misto di impressioni e sentimenti diversi. Mosso dalla voglia di rendere concreti i miei pensieri metto su carta una struttura con indicazioni di tempi, durata dei movimenti, temi principali e poi finalmente scrivo la musica! Mi ritengo fortunato perché le mie composizioni vengono eseguite dall’Octuor de France: un’orchestra formidabile».

Conosce bene l’Italia? È già stato a Ferrara?

«Vengo in Italia almeno due volte l’anno dal ’90. Il Festival del Cinema Ritrovato di Bologna e Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone mi invitano sempre. Sono stato anche a Ferrara, una delle cose che più mi ha colpito sono le tonnellate di biciclette accanto alla stazione ferroviaria! Non avevo mai visto una cosa così…».

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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