Francesco, sassofono ferrarese doc da Copenaghen
Lunedì suonerà Bigoni, trasferitosi in Danimarca: «È sempre un piacere tornare e il Torrione per me è speciale»
L’ultima volta l’avevamo sentito nell’aprile del 2012, quando viveva già in Danimarca con la moglie Astrid, conosciuta nel 2009. Da allora ad oggi sono cambiate alcune cose, intanto è nato il figlio Johannes, gli anni da 30 sono quasi 33. Per il resto il sassofonista ferrarese Francesco Bigoni continua a vivere a Copenaghen, capitale della Danimarca, e continua a suonare. Ma ogni tanto torna in Italia e nella sua città, ad esempio lunedì, quando suonerà al Jazz Club Torrione.
Come vanno le cose in Danimarca professionalmente parlando, nella vita bene...
«Direi molto bene anche nella musica - ci risponde Bigoni -: in questi anni ho trovato un nucleo di musicisti con cui lavorare sulla mia musica, soprattutto dentro il collettivo/etichetta Ilk, di cui sono membro dall’anno scorso. Sto mantenendo una discreta attività concertistica, nonostante una lunga pausa estiva dovuta alla nascita di mio figlio. Da qualche anno ho comunque scelto di ridurre il ritmo delle tournée per stare più vicino alla mia famiglia. Questo mi ha lasciato spazio per riprendere gli studi scientifici: ho scelto un corso di laurea in ingegneria elettronica per via dei numerosi possibili collegamenti con il mondo musicale ...».
Non possiamo non chiederlo: quanto le mancano Ferrara e la sua famiglia?
«Iniziano a mancarmi di più, perché viaggio meno... ma la nascita di Johannes ha travolto me e la mia famiglia. È un momento talmente speciale che non c’è spazio per la nostalgia».
Nonostante i viaggi calino, torna praticamente ogni anno ad esibirsi qui: è un modo per rivedere i familiari. Inoltre, saprà che da alcuni anni il ‘nostro’ Torrione è anche votato come miglior club d’Italia dagli appassionati di jazz.
«Lo so bene, ed è un titolo meritato. Il Torrione di Ferrara è un club dal carattere davvero speciale. Per la mia storia personale è importantissimo, perché ci ho suonato tante volte e visto numerosi concerti, determinanti per la mia formazione musicale».
L’ultima volta le chiesi il futuro cosa le riservava, la ripeto oggi che è pure diventato padre...
«Difficile rispondere in un momento così speciale della mia vita. Senz’altro spero di stare il più possibile vicino a mio figlio, di vederlo crescere sano e forte. Spero anche di proseguire a lungo l’esperienza con il quintetto che presenterò al Torrione lunedì sera, On Dog, il quale per me è straordinaria, dal punto di vista umano e musicale».
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