Nml, storia di una casa discografica ferrarese
Govind Khurana a Ferrara da Milano con la moglie: oggi ci si deve muovere in prima persona per lanciare un disco
Nell’autunno 2007 Govind Khurana ha detto basta al frenetico mondo dell’industria discografica milanese. Fresco di nozze ha lasciato il capoluogo lombardo per Ferrara e l’anno dopo ha fondato la New Model Label (Nml), etichetta discografica e casa editrice musicale.
La Nml si muove su diversi livelli: come etichetta discografica tradizionale e digitale, come editore musicale e come consulente per produzione e promozione. Dal 2008 a oggi sono circa un centinaio i lavori che l’etichetta ha portato a termine e il futuro pare riservare belle sorprese. Abbiamo scelto di intervistare Govind e Lorenza Talevi, sua moglie e compagna di questa avventura, per conoscere questa giovane realtà discografica cittadina che lavora con artisti locali, ma anche con band e solisti provenienti da diverse parti di Italia e non solo. Torniamo indietro di dieci anni, a prima di Nml…
«Lavoravo per la Edel Italia, casa discografica conosciuta a livello internazionale. Dopo anni travolgenti - spiega -, scanditi da una carriera sempre crescente e spossante, decisi di cambiare vita. Io e Lorenza, che come cantante ha lavorato per etichette come Emi e Geffen, decidemmo di sposarci e lasciare Milano. Facemmo un salto nel vuoto, è vero, però volevamo un cambiamento radicale».
Come sono stati i primi anni per la New Model Label?
«Ci siamo concentrati sulle produzioni esordienti, direzione che continueremo a percorrere in futuro. Inoltre abbiamo stretto rapporti con altre etichette indipendenti e con artisti già navigati. Il debutto di Nml è avvenuto con l’album di Vittorio Cane, cantautore ‘alternativo’ della scena torinese, che si è esibito in tutta Italia, dai piccoli club a palchi importanti come quello del Traffic Festival. C’è stato un momento tra il 2009 e il 2011 in cui tutta la nuova scena cantautorale torinese era qui (afferma indicando il suo studio, ndr). Ora abbiamo circa 100 titoli in catalogo!».
Voi avete pubblicato anche Meticcio, l’ultimo album del rocker centese John Strada…
«E ne siamo estremamente orgogliosi! John ci dà grandi soddisfazioni, è artista e persona generosa e professionale. Ci stiamo radicando sul territorio e questo fa piacere. Ovviamente è bello lavorare con musicisti provenienti da varie città ma pure essere una sorta di punto di riferimento per la scena locale non è affatto male».
Quante proposte ricevete in media?
«Circa 15 a settimana: ascoltiamo il materiale che ci mandano e capiamo cosa può interessare davvero, parliamo con le band che ci contattano… Compiamo una selezione accurata, capillare. La cosa certa è che quando decidiamo di abbracciare un progetto lo facciamo con il massimo impegno, portandolo dalla A alla Z. Non basta più pubblicare, occorre spargere la voce, fare in modo che tali progetti esistano non solo sul web ma anche dal vivo, tra la gente, insomma… bisogna muoversi in prima persona per far notare il lavoro».
Samuele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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