Giacobazzi ritorna sul luogo del ‘delitto’
Il comico si racconta prima di esibirsi a Ferrara: «Città che mi ha dato tanto in questi anni, un onore essere lì»
Martedì alle 21, al Teatro Comunale Abbado, Giuseppe Giacobazzi (al secolo Andrea Sasdelli) si esibisce in città con “Un po’ di me (genesi di un comico”, il nuovo spettacolo. Diventato celebre con “Zelig” (su Facebook spopolano i suoi sketch), Giacobazzi non dimentica gli anni del “Costipanzo Show” in tanti locali ferraresi con Pizzocchi.
«Ferrara mi ha dato tanto in questi anni, sono legato a questa città - conferma il comico -; poi il teatro è l’obiettivo di chi fa il mio mestiere. In Italia ce ne sono di stupendi, come quello di Ferrara: per me è un onore dire di avervi lavorato».
Lo spettacolo di martedì nasce dall’aver superato quota 51 anni e pure la paternità.
«E una serata per conoscere un po’ di più Andrea e un po’ meno Giuseppe: è il riassunto della mia vita. Viene messo più in risalto l’uomo e meno il comico, il dietro le quinte della vita di tutti i giorni. Nonostante il mio lavoro sia parte della mia vita, per il resto racconto una persona normale e in molti fra i presenti si riconosceranno. Ovviamente, sempre in chiave comica».
Giacobazzi era ed è il simbolo della genuinità.
«Essendo stato una persona che non ha mentito prima, mi viene difficile farlo adesso. Per me è facile andare sul palco e raccontare le cose come essere al bar: questa convivialità viene apprezzata. Addirittura ricevo grandi complimenti fuori regione, ma molto fuori regione. Al Sud mi hanno detto “Bello, come andare al bar con gli amici per due ore”. Se non stai bene al bar, significa che non apprezzi molto la compagnia...»
Cos’è cambiato dai tempi del “Costipanzo Show” a ora?
«Sono sempre rimasto legato alle origini, alla mia terra. Magari è maturato il mio modo di fare: trent’ anni in più ti cambiano ma non la voglia».
Pizzocchi il suo esempio?
«È stato proprio ‘Il’ maestro. Gli dico sempre che è per colpa sua se faccio questo strambo lavoro. È uno dei più bravi comici che esistano, l’ho visto risolvere situazioni difficili con classe e ha i tempi giusti. Lo conosco da 36 anni: lavoriamo ancora insieme sul palco e in un programma alla radio».
Ravenna con le sue rotonde è stata votata la città dove si vive meglio...
«Le rotonde ormai ce le hanno copiate tutti. Noi siamo talmente abituati che non ci pesano più. E il mare? Sarà mica un mare il nostro, ma diamo merito agli operatori turistici sulla nostra costa, per quello che hanno saputo creare...».
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