La Nuova Ferrara

Silvio Orlando racconta la metamorfosi in aula

Silvio Orlando racconta la metamorfosi in aula

Scrosciano gli applausi al termine dello spettacolo mentre gli attori salutano Emozioni e racconti durante l’incontro ravvicinato con la compagnia recitante

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Scrosciano gli applausi al termine della messa in scena, mentre Silvio Orlando e gli attori salutano gli spettatori. Sono applausi convinti quelli di una platea composta ieri pomeriggio nella quasi totalità da studenti e insegnanti, un pubblico che rivede nello spettacolo "La scuola" le esperienze che vive tutti i giorni, appunto, a scuola. «Le risposte che riceviamo da chi ci viene a vedere sono positive e molti ci dicono "in effetti è proprio così": una cosa che ci fa piacere», dice Marina Massironi, che interpreta la professoressa dai mille dubbi, durante l'incontro ravvicinato con la compagnia recitante.

Più di vent'anni sono trascorsi tra il debutto teatrale dello spettacolo (sempre per la regia di Daniele Luchetti) che poi nel 1995 si riversò in una fortunata versione cinematografica. «Avevamo un ricordo travolgente di quella esperienza - interviene Orlando, che giustifica in questo modo la decisione di tornare a far vivere quella trama -. Proseguendo nella carriera non è più tanto capitato di ricostruire quella grande complicità che s’instaurò allora con il pubblico. Questo perché la scuola è un tema che ci riguarda tutti, nelle vesti di allievi, ex allievi, docenti, genitori. Una linea affettiva alla base di questo successo». Il giornalista Fabio Ziosi, che conduce il dibattito, legge alcuni titoli del la Nuova Ferrara del maggio 1993, pubblicati in coincidenza con l'arrivo al teatro cittadino dell'originaria "La scuola". Cosa è cambiato da allora? «Lo spettacolo - risponde Orlando - è uguale ma allo stesso tempo molto diverso; più maturo direi, e con elementi di malinconia in più». Il tempo non ha di certo risolto i problemi che avvinghiano la scuola e in generale il mondo della formazione. Non manca nella nuova versione il registro elettronico. Tuttavia i tubi Innocenti della scenografia, raccontano gli attori, sono lì a denunciare il deterioramento della situazione. «È impensabile che i genitori siano costretti a pagare quote aggiuntive per far portare ai figli in classe la carta igienica», sostiene Roberto Citran, il preside nella rappresentazione. Parole che scatenano altri applausi; ragazzi e docenti fanno domande, hanno voglia di parlare e soprattutto di ringraziare gli attori. Alla fine fotografie e autografi per tutti.

Si replica oggi alle ore 21 (spettacolo fuori abbonamento) e domani alle 16 (turno E).

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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