Il giornale del Ventennio
Fondato a Ferrara il 25 Aprile 1925, il Corriere Padano è uscito con grande regolarità e quasi ininterrottamente per vent'anni. Voluto da Italo Balbo, che inizialmente lo diresse per circa sei mesi,...
Fondato a Ferrara il 25 Aprile 1925, il Corriere Padano è uscito con grande regolarità e quasi ininterrottamente per vent'anni. Voluto da Italo Balbo, che inizialmente lo diresse per circa sei mesi, fu destinato a seguire vicende politiche, di cronaca cittadina e anche, con caratteristiche tutte particolari per l'epoca, culturali. Il “Padano” decretò di fatto la fine delle due testate locali già esistenti in quel periodo, “La Domenica dell'Operaio” e “La Gazzetta Ferrarese”. Dopo Balbo fu direttore Nello Quilici, il quale mantenne l'incarico fino al 28 Giugno 1940, giorno del noto disastro aereo nei cieli d'Africa in cui persero la vita gli stessi Quilici e Balbo. Il formato del Corriere Padano è stato ridotto nel tempo ed il numero delle pagine ha subito variazioni consistenti, passando dalle otto dei primi anni alle due degli ultimi mesi. La tiratura era inizialmente di tremila copie; verso la fine del 1931 già variava dalle trentamila alle quarantamila, come lo stesso Nello Quilici informa nel suo articolo dal titolo Un giornale, apparso proprio sul "Padano" il 6 Dicembre 1931. Il costo è gradualmente passato da 20 centesimi nel 1925 ad 1 lira nel 1945. La sede era in Via Terranuova 38, direzione e amministrazione, dove il cronista era reperibile in ufficio dalle 17 alle 19, mentre per gli annunci bisognava rivolgersi all'Upi (Unione Pubblicità Italiana) in Via Cairoli 28. Le firme più importanti e prestigiose dell'epoca a livello internazionale hanno frequentato la pagina culturale del Corriere Padano, contribuendo a determinarne l'elevato valore qualitativo: ne sono chiari esempi Giorgio De Chirico, Filippo de Pisis, Alberto Savinio, James Joyce, Ardengo Soffici, Carlo Carrà, Giorgio Bassani, Corrado Govoni, Michelangelo Antonioni, Oscar Wulten, Lanfranco Carretti, Filippo Tommaso Marinetti, Francesco Viviani, Luciano Chailly, Jerome K. Jerome, Adolfo Venturi, Carlo Zaghi, Claudio Isopescu, Giuseppe Ravegnani, Elpidio Jenco. Il successo iniziale del giornale fu notevole e la sua diffusione ben presto interessò in modo particolare la Romagna, come testimoniato dall'apertura delle redazioni di Faenza, Forlì e Ravenna. Una venne aperta anche a Verona. Le pubblicazioni furono sospese il 20 Aprile 1945.
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