La Nuova Ferrara

“La pagina culturale del Corriere Padano”

“La pagina culturale del Corriere Padano”

È prossima la presentazione dell’ultimo volume dello studioso ferrarese Luciano Nagliati, morto lo scorso dicembre

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“La Pagina Culturale del Corriere Padano 1925-1945”: ecco il titolo del volume a cura di Luciano Nagliati che verrà presentato nelle prossime settimane. Lo studioso ferrarese, mancato lo scorso 23 dicembre, resta così ben presente nel mondo della cultura, locale e non solo, rendendosi anzi un riferimento ancor più saldo per i ricercatori.

Dopo le tre importanti opere che dall'inizio degli anni duemila hanno reso il nostro concittadino un autentico riferimento per le ricerche di archivio (una di queste è già stata dedicata al Corriere Padano, come trattiamo a parte) ora l'ambito esplorato si allarga sensibilmente, varcando i confini di Ferrara e, sovente, d'Italia. Il volume in arrivo abbraccia tutto ciò che il Corriere Padano trattò, esclusivamente all'interno della pagina culturale, in uno dei periodi più turbolenti e difficili della nostra storia: i vent'anni che si conclusero con la fine della seconda guerra mondiale.

Nagliati ha utilizzato lo stesso collaudato approccio impiegato nelle altre sue opere, ovvero un lavoro di minuziosa ricerca e catalogazione che ha portato alla classificazione completa di ciascun titolo compreso nell'ambito in oggetto. Uno sforzo enorme, una miriade di articoli all'ordinamento dei quali lo storico ferrarese si è dedicato per svariati anni, frequentando assiduamente gli archivi della Biblioteca Ariostea e analizzando numero dopo numero tutto quanto apparso nella terza pagina della testata. Alcune cifre aiutano a meglio rendersi conto della portata dell'opera: ordinati in due sezioni diverse, una cronologica ed una per autore, sono stati raccolti oltre tredicimila titoli, scritti a cadenza quotidiana da più di duemila firme nell'arco di due decadi.

Un approccio che coniuga un amplissimo spettro di argomenti ed interessi culturali con una assai opportuna praticità; esattamente l'essenza e lo spirito con cui il professore si è fatto conoscere negli ambiti culturali dove per tanti anni è stato presente e spesso protagonista. È nato così uno strumento completo e di rapida consultazione, rivolto a studiosi e ricercatori ma anche agli appassionati che intendano approfondire quell'epoca così controversa. Grazie a quest'opera si spazia tra innumerevoli argomenti, si incontrano spunti diversissimi fra loro; sarà così possibile riscoprire le letture de l' Ottava d'Oro, che tra il 1928 ed il 1933 ebbero grande rilievo in vista delle celebrazioni per il VII centenario ariostesco, piuttosto che le cronache delle crociere atlantiche di Italo Balbo, seguite con un prevedibile e meritato dettaglio dalla redazione.

Ma spiccano anche le novelle scritte da un James Joyce già celebrato a livello mondiale, pubblicate fra il 1928 ed il 1930. E i coinvolgenti racconti di Jerome K. Jerome, l'autore di “Tre uomini in barca”, tutti apparsi da Giugno a Ottobre del 1929.

Nondimeno appassionante ritrovare gli scritti di un affermato e famoso Giorgio De Chirico, che nel 1942 farà valere la doppia anima di pittore e scrittore sulla pagina culturale del Corriere Padano, firmando varie Considerazioni sulla pittura moderna e più di un Discorso sulla materia pittorica.

Tanti gli interventi di Filippo De Pisis, dedicati ai pittori di scuola ferrarese (suo anche un articolo per il quinto centenario della morte di Dosso Dossi) ma anche all'opera di altri grossi calibri, come nel caso di Modigliani. Tra i primi spicca la stuzzicante intervista a Boldini (Una visita a Giovanni Boldini) realizzata nel 1925: è un'autentica “chicca”, nella quale l'ancora giovane intervistatore, ospite nella casa dell'affermatissimo Boldini a Parigi, ad un certo punto si trova a ruoli invertiti a rispondere alla domanda di quest'ultimo: “Lei dipinge?” “Già, un poco” “E cosa fa?” “…delle 'nature morte'” “Oh, Dio, che tristezza. Faccia ben delle cose vive”. Due ambasciatori d'Italia, nostri concittadini nella fattispecie, in trasferta oltralpe. Il cui dialogo è possibile riscoprire proprio sfogliando La Pagina Culturale del Corriere Padano 1925-1945.

Ed è solo un esempio. Perché, per dirla con le parole dello stesso professor Nagliati riportate a premessa dell'opera: «Questo volume non presenta immagini né racconta una storia, ma può raccontarne migliaia, pur di volerle e saperle cercare».

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