La Nuova Ferrara

teatro

Addio a Luca Ronconi, la sua Ferrara dall'Ariosto all'Odissea

di FABIO ZIOSI
Addio a Luca Ronconi, la sua Ferrara dall'Ariosto all'Odissea

Ha creato spettacoli indimenticabili, il legame molto stretto con la città estense

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FERRARA -  Il prossimo anno Ferrara celebrerà con mostre, convegni, rappresentazioni, il 500° anniversario della prima edizione dell'Orlando Furioso (1516) di Ludovico Ariosto. Potrebbe essere anche questa l'occasione per ricordare Luca Ronconi e il suo rapporto con quest'opera e il suo autore. Il grande regista teatrale e uomo di cultura è morto sabato sera a Milano stroncato da una polmonite; avrebbe compiuto 82 anni il prossimo 8 marzo. L'intreccio tra Ronconi e la nostra città è stato profondo e di lunga durata. Ripercorriamolo assieme.

Uno dei suoi primi lavori portati in scena e che lo segnalarono come uno degli esponenti di punta dell'avanguardia teatrale italiana, fu “I lunatici” di Middelton e Rowley che venne rappresentato al Comunale il 26 febbraio del 1967; protagonisti, Valentina Fortunato, Sergio Fantoni e Enzo Garinei. Ma a far conoscere il regista, non solo a livello nazionale, fu senz'altro “L'Orlando Furioso” dell'Ariosto nella riduzione di Edoardo Sanguineti. Fu una vera rivoluzione. Oggi può sembrare esagerato usare un termine simile per uno spettacolo, ma la realtà è questa. Dopo la prima rappresentazione al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1969, la tournee toccò anche la nostra città, quasi di diritto. Lo spettacolo non veniva rappresentato nei teatri ma in strade e piazze.

A Ferrara venne ospitato in piazza Municipale - lo stesso luogo dove, nel 1500, nasceva il teatro moderno alla corte Estense - non esisteva un palcoscenico vero e proprio ma vari luoghi d'azione teatrale, con macchinari stranissimi attorno ai quali si assiepava un gruppo di spettatori che seguiva solamente quella scena e quel personaggio. Una simultanea di storie e luoghi com'era anche il poema ariostesco; il pubblico, nel senso in cui noi lo intendiamo oggi, non esisteva più: era lui stesso parte integrante dello spettacolo. Si seguiva Edmonda Aldini (Bradamante), o Ottavia Piccolo (Angelica), oppure Massimo Foschi (Orlando), Mariangela Melato (Olimpia), Michele Placido (soldato saracino), Duilio Del Prete (Astolfo) e tantissimi altri.

Ronconi torna nella nostra città nel febbraio del 1992 per un altro appuntamento storico: la regia del “Viaggio a Reims” di Rossini con Claudio Abbado alla direzione della Chamber Orchestra of Europe, con scenografia e costumi realizzati da Gae Aulenti e con Ruggero Raimondi, Cecilia Gasdia, Lucia Valentini Terrani, Enzo Dara. Ancora una volta quest'insieme di vere e proprie colonne della cultura italiana realizzano un "Viaggio" memorabile considerato un vero capolavoro e la più importante regia lirica di Ronconi.

Nel 2002, “Anno Lucreziano”, il crocicchio più famoso d'Europa, diventa scena teatrale: la strada davanti a Palazzo dei Diamanti si trasforma in un lungo specchio che riflette palazzi e cielo diventando il palcoscenico di “Amor nello specchio” con una splendida Mariangela Melato. Per alcune sere di luglio i ferraresi e non seduti su una lunga gradinata, furono spettatori di questa “visione” di Ronconi, di un miraggio che si apriva all'imbrunire raddoppiando diamanti e pers. onaggi. Un evento irripetibile perché unico era il posto in cui ogni sera nasceva, si sviluppava e moriva. Due anni dopo, nell'aprile del 2004, Ronconi tornò a Ferrara per uno dei suoi progetti, che questa stavolta non trovò realizzazione. Si voleva sfruttare l'accordo culturale tra Ferrara, Ravenna e Mantova, per realizzare un'opera che avesse come tema comune l'acqua. Se il porto di Ravenna non andava bene per la sua vastità e i laghetti del Mincio a Mantova non sembravano appropriati, la nostra Darsena in un primo momento poteva sembrare il luogo ideale. Al sopralluogo parteciparono anche i sindaci Sateriale e Mercatali, ma alla fine non se ne fece niente.

L'ultima grande realizzazione ronconiana ferrarese fu “Odissea. Doppio Turno” andata in scena nel settembre del 2007, come ben documenta la foto di Marco Caselli Nirmal nella mostra ancora visibile nella Rotonda Foschini. Due rappresentazioni - “Itaca” e “L'antro delle ninfe” - che avvenivano nello stesso momento al Teatro comunale. Il visionario viaggio di Ulisse avveniva da una parte nella platea piena di macerie ed eroi omerici, con il pubblico che assisteva dai palchi, dall'altra sul palcoscenico con il sipario tagliafuoco che divideva i due momenti sino a trasformarli alla fine in un'unica commedia. Un teatro visionario, capace di distruggere confini e di far nascere nuovi percorsi.

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