La Nuova Ferrara

I Cranchi raccontano la storia... e il Po

I Cranchi raccontano la storia... e il Po

Esce il terzo album della band finalista al premio Tenco 2013 con il ricordo di Jara

2 MINUTI DI LETTURA





Li avevamo conosciuti in precedenza. Avevamo parlato di loro dopo l’uscita di Volevamo uccidere il re, il loro secondo album. Oggi a poche settimane dall’uscita di Non canto per cantare, terza fatica della band, torniamo a parlare di loro: i Cranchi.

Il gruppo, nato e cresciuto tra l’Emilia Romagna, la Lombardia ed il Veneto, lungo le rive del fiume Po, si distingue per un sound particolare e per una scrittura cantautorale. Nelle tracce si mescolano la canzone italiana e quella tradizione americana, tutto “farcito” da una buona dose di sperimentazione e poesia. Il folk è vivo nei brani dei Cranchi, i cantori del Grande Fiume. Non canto per cantare è un titolo che riprende il motto di Victor Jara, cantautore cileno, la cui figura è centrale in alcuni episodi del disco. La giornata descritta in 11 settembre ’73, sulle note di un banjo, è proprio quella del colpo di Stato che destituì il presidente Allende e portò al potere Pinochet. Allo stesso Jara furono spezzate le dita, per impedirgli di suonare canzoni che potevano rivelarsi scomode per la dittatura militare. L’omaggio all’artista cileno, riemerge nelle illustrazioni interne all’album ed in Mariposa, canzone liberamente ispirata a “El Arado” di Jara, un brano dedicato alla terra ed alle proprie origini. Inseguire un sogno, una terra, un amore felice, un obiettivo, un desiderio, l’importante è correre. Bruce Springsteen ce lo ha detto con un pezzo e un album strepitosi come Born to run ed i Cranchi ce lo ricordano con canzoni come California 1849, L’isola infelice o Tenda rossa. Non sono da trascurare assolutamente anche Dove sei e dove vai e Mia madre e mio padre, due tracce introspettive ed emozionanti, le quali portano l’ascoltatore a fare i conti con un passato reale o immaginario: “Ora fa freddo qua a Ferrara c’è un cielo grigio e poco ancora... Il tempo passa troppo in fretta”.

I Cranchi (finalisti premio Tenco 2013), sono formati da Massimiliano Cranchi, Marco Degli Esposti, Federico Maio e Simone Castaldelli.

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google