Arriva il nuovo look di Ibs.it Spazio agli “introvabili”
Cambia la proprietà, si passa a Libraccio con tanti metà prezzo e fuori catalogo La direttrice Ricci: «Si tratta di un segnale importante in un momento di crisi»
A chi non riesce a stare lontano da un buon libro, non allarmatevi: l'Ibs.it Bookshop, in piazza Trento Trieste, riaprirà martedì. E più energica che mai, tanto da cambiare persino casacca e indossare l’arancio di Libraccio. «Si tratta di un passaggio di proprietà - spiega la direttrice Patrizia Ricci - ma tra due società “amiche” e legate da una partnership»; siccome Libraccio, oltre ad aver ceduto la gestione del sito web a Ibs, mantiene anche una quota societaria nel gruppo giallo-grigio. Giovedì, a dirla tutta, Libraccio ha festeggiato il 35º compleanno con l’uscita dell’omonimo volume, Quando i sogni cambiano le regole, il cui ricavato sarà devoluto a Emergency. La compagnia si è espansa dalla tenacia di tre soci che vendevano usati scolastici per strada, dentro le cassette della frutta. Oggi sono passati dai mercatini ad aprire 32 punti vendita nell’intera penisola e a vantare il primato europeo nel commercio del misto.
«Il libro è un bene saldo - motiva ancora la Ricci - e secondo la mission di Libraccio il cartaceo non scomparirà, anzi, resterà il nostro fulcro. Perciò le librerie devono continuare a specializzarsi nel settore. E il nuovo assortimento lo dimostrerà concretamente, essendo più profondo e accurato, grazie ad un livello qualitativo che non ha eguali in Italia».
Sugli scaffali si troveranno novità, metà-prezzo, ma soprattutto l’esaurito, l’introvabile: i preziosi fuori-catalogo editoriali, i ricercati remainder, compresi cd e dvd, saranno a portata di mano.
Oltre che al decoro di Palazzo San Crispino, l’attenzione di Libraccio andrà pure al personale: lo staff sarà più libero dalle direttive generali, dagli attuali accordi aziendali, potendo così dedicarsi a vetrine e monotitoli con maggiore estro e autonomia. Tenendo ancora più in considerazione esigenze e gusti dei ferraresi, già azzeccati con l’accordo per i gadget Unife e con l’iniziativa del prossimo 23 aprile, #ioleggoperché, volta a sensibilizzare i dintorni della libreria stessa.
«In un momento di crisi - riflette convinta la direttrice - e in un Paese dove l’incidenza della lettura non aumenta, ma arranca quanto il mercato delle parole stampate, forse gli editori dovrebbero concentrarsi più sulla consistenza del catalogo e meno sulle sfumature di grigio, di rosso e di nero…»; quindi più sulla convenienza richiesta da giovani e non, e meno sulla valanga di nuovo sensazionalistico per cui si fatica a reperire spazio.
Libraccio, che pare molto sensibile rispetto ai territori, sceglie di tutelare le singole identità dentro una filosofia d’insieme: «Nell’immediato - conclude la Ricci - c’è l’assoluta conferma di tutto il personale, compresa l’assunzione a tempo indeterminato di un determinato in scadenza. È stata dichiarata la volontà di non ridurlo e, magari, di accrescerlo in prospettiva. Con la trasformazione potrò tornare più ore fra i libri, a essere una libraia»; la passione che l’ha condotta a Ferrara.
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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