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L’8 marzo: settant’anni al fianco delle donne

L’8 marzo: settant’anni al fianco delle donne

A Ferrara sono tanti gli eventi organizzati all’insegna del motto “Resistenti e Libere”: «Ora devono darsi da fare le giovani»

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L’8 marzo arriva quest’anno a ridosso di un’altra importante ricorrenza, ovvero i 70 anni dal primo congresso Udi. Per questo, le iniziative e gli eventi organizzati dai singoli circoli associativi ferraresi prendono spunto dalle grandi tematiche della Liberazione e della Resistenza, inducendo alla riflessione su come in essa si siano mosse le donne, ragionando sul loro dimenticato protagonismo, e riportando quindi in superficie memoria e radici dell’associazione italiana.

“Resistenti e Libere”, quindi, è il motto scelto per l’appuntamento di domenica, che vuole ricordare a tutte le donne di continuare a lottare per essere resistenti e libere nel pensiero e nell’azione, per giungere all’affermazione del proprio essere donne del ventunesimo secolo. Da sempre l’associazione si impegna perché la presenza femminile, nella sfera pubblica e in quella privata, sia valorizzata, promuovendo la partecipazione attiva delle donne in tutti gli ambiti, da quello lavorativo a quello decisionale, fino alla rappresentanza politica.

«Anche quest'anno ritengo importante sottolineare la nostra posizione nel sostenere l’8 marzo come una giornata di impegno, non una festa commerciale - dice Micaela Gavioli (responsabile dell’Archivio storico Udi) -; sarebbe necessario cambiare la propria mentalità e provare a scavare un po’ più a fondo negli equilibri tra i generi, senza dare per scontato tutto ciò che le donne fanno abitualmente».

«I nostri diritti, per certi versi, vedono una retrocessione, ed a ciò non corrisponde un’adeguata reazione, subiamo un preoccupante calo dell’interesse delle nostre concittadine - aggiunge la presidente Liviana Zagagnoni -; la nostra visione è ampia, e guardando la situazione nel mondo si vede che a livello internazionale è diverso: dall’attrice Patricia Arquette, che non ha perso occasione agli Oscar di sottolineare le differenze di genere, presenti anche nella scintillante Hollywood, alle donne che stanno vivendo momenti di guerra e di conflitto armato, le quali sono attive, e lottano fianco a fianco dei loro uomini. Mi riferisco alle donne curde, che combattono per resistere all’invasione dell'Isis, e questo dà una grande lezione a noi occidentali, non più abituate a “scendere in piazza”. Soprattutto mi preoccupa l’assenza politica delle giovani, che vorremmo al nostro fianco».

“Resistenti e Libere” significa anche definire e determinare percorsi educativi e rieducativi per sradicare la violenza maschile sui corpi, sull’intelligenza, sulla libertà di scelta, sulla visione della vita delle donne di tutto il mondo; significa affermare e dare concretezza al pensiero delle donne sui grandi temi politici ed economici; significa rifiutare accordi economici o manovre finanziarie che determinano impoverimento sociale, precarizzazione, distruzione di lavoro, risorse naturali e culturali; significa chiedere un impegno serio per ricerca e innovazione. In definitiva, anche nel 2015 l’Udi si unisce a cittadini e cittadine nel sostenere la propria idea di un mondo più umano, rispettoso delle differenze, più vivibile e sostenibile, meno violento per le donne, e per gli uomini.

A Ferrara e in provincia le iniziative già dagli scorsi giorni sono molte e variegate: i tradizionali banchetti di vendita delle mimose, cui verrà allegata la rivista Noi Donne e il Volantone politico dell’associazione, la mostra 1945-2045, Settant’anni di Udi, in esposizione in piazza Trento Trieste tutta la giornata di domenica. A Porotto è stata organizzata una “Camminata della Mimosa” con partenza dal campo sportivo alle 8.30. Lunedì 16 marzo in biblioteca Ariostea, alle 15.30, ci sarà inoltre un incontro relativo all’applicazione della legge 194, e giovedì 19, alle 16, nella sala Archivio della sede, verrà inaugurata la mostra dedicata alla violenza e al femminicidio Donne al Centro, organizzata da Udi e Centro Donna Giustizia.

Irene Lodi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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