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la libreria di san crispino cambia pelle

L’Ibs va con Libraccio per dare un’anima ai testi più importanti

L’Ibs va con Libraccio per dare un’anima ai testi più importanti

Si dice che “l’unione fa la forza”, perciò il nuovo logo che spicca su piazza Trento e Trieste, è raddoppiato, Ibs + Libraccio, esteso e duraturo, che simboleggia la somma dei caratteri migliori...

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Si dice che “l’unione fa la forza”, perciò il nuovo logo che spicca su piazza Trento e Trieste, è raddoppiato, Ibs + Libraccio, esteso e duraturo, che simboleggia la somma dei caratteri migliori delle due società. Almeno a detta di Edoardo Scioscia, presidente di Libraccio e vicepresidente Ibs, arrivato a Ferrara in sordina per guidare l’upgrade. Il libro, tanto cartaceo quanto virtuale, resta il perno delle prospettive future del gruppo e in tutte le sue sfaccettature; ma anche delle vedute personali di Scioscia, che fa parte del comitato di presidenza dell’Associazione Librai Italiani e collabora a stretto giro con quella degli editori. E a proposito, pochi giorni fa è uscito l’appello firmato di suo pugno e diretto al premier.

S’intitola “Renzi, se ci sei batti un colpo!”: è ora che il fiorentino si rimetta sui libri?

«Il Governo deve precisare i rapporti col mercato. Servono maggiori chiarimenti sulla scontistica di categoria e una presa di posizione su chi possa iniziare prima e chi dopo. Ci sono società che sfruttano il loro carattere internazionale per pagare le tasse all’estero. E chi aggira la legge Levi promuovendo i titoli oltre il 15%, massimo margine consentito in libreria. Nei confronti del mercato dobbiamo esser tutti ugualmente tutelati».

La situazione nazionale?

«È tale per cui calano le librerie e aumenta il pluralismo culturale rappresentato dagli editori. In più va difesa l’identità dei librai veri e propri, specialmente dai supermercati».

A cosa mira il rinforzo societario?

«Ci sono due modi di aprire librerie in Italia: uno mette al centro la professionalità del personale, che fa scelte consapevoli in rapporto al territorio dove si trova, alla sua tradizione; ed è il nostro caso, che vogliamo portare qui. L’altro è più aziendale in senso stretto, un po’ ingessato dalle scelte della direzione centrale, da quelle espositive a favore di determinati marchi».

La differenza sta nella profondità culturale dei librai.

«Certo, sia Ibs sia Libraccio fanno formazione ai loro dipendenti, ci teniamo. La differenza sta quando tra gli scaffali c'è chi s’informa su ciò che gli capita intorno, e che consiglia a clienti vicini e lontani ciò che possono apprezzare. Con Ferrara, Padova e Roma abbiamo raggiunto ben 35 punti vendita».

Libraccio è egemone nell’offerta del misto: non rischiate di esporre la paccottiglia di editori in difficoltà?

«No, perché selezioniamo con cura tra i remainder. Anzi, disponiamo di un catalogo speciale con la “crema” dei ritiri per recuperare gli “introvabili”; così le 300-400 copie dell’Einaudi Le botteghe color cannella di Schulz, di cui fu girato il film».

Da voi il passato vale più del presente? E gli ebook?

«Affatto, il libro vuole essere un oggetto, un cimelio storico. Non c’entra con l’ebook, che resta un veicolo fondamentale per i contenuti: il rapporto tra i due è lo stesso che c’è tra radio e tv. Parallelamente, condivido la scelta del Governo sulla didattica; una scelta accorta perché mantiene il cartaceo quale supporto principale, mentre sul web vanno le integrazioni. Svariati studi psicologici confermano minore concentrazione sugli schermi».

Un flash: all’Ibs domani alle 17.30 Andrea Poltronieri presenta il libro Note appuntate.

Andrea Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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