Hazanavicius passa dal muto alle grida di dolore
L'autore del film "The artist" ha prodotto una nuova pellicola: "The Search"
"The Search", un film di Michel Hazanavicius. Con Bérénice Bejo, Annette Bening, Maxim Emelianov, Abdul Khalim Mamatsuiev, Zukhra Duishvili. Drammatico, durata 159 minuti - Francia 2014 .
FERRARA: Dai sorrisi muti di “The Artist”, ai pianti amplificati di “The Search”. Michel Hazanavicius, il regista parigino che ha stupito il mondo vincendo l’Oscar con un film senza sonoro e in bianco e nero nel 2012, in piena era 3D, cambia diametralmente registro, soggetto e soprattutto ambientazione. Non più lustrini hollywoodiani e divi degli anni Venti impomatati alla Rodolfo Valentino, qui ci spostiamo in uno dei drammi purtroppo ciclici del nostro tempo: la guerra etnica. Il periodo temporale è l’ultimo anno del secolo scorso, 1999, in piena seconda guerra cecena. È la storia di quattro persone che si intrecciano sullo sfondo di una lacerazione collettiva che non porta altro che dolore e sofferenza. È l’odissea tra bombe e macerie di un bambino di 9 anni al quale i genitori vengono trucidati sotto i suoi occhi, che tenta di portare in salvo il fratellino neonato. Non sa che la sorella maggiore, anch’essa superstite al massacro, sta cercando entrambi. Da qui entrano in scena alcuni personaggio tra cui una funzionaria per i diritti umani e un giovane soldato dell’Armata Rossa. Chiaro il messaggio pacifista di Hazanavicius che si avvale di uno straordinario Abdul Khalim Mamutsiev, il bambino ceceno protagonista del film e di Bérénice Bejo, compagna e attrice di riferimento, uno dei più grandi talenti in circolazione nel cinema francese. In un cast per lo più di debuttanti si nota poi la veterana Annette Bening. Ingenerosi i fischi riservati lo scorso anno al festival di Cannes a quest’opera, anche se il film appare troppo lungo e slegato nel contestato e sembra perdere originilità al cospetto di “Odissea tragica” di Fred Zinneman del 1948, con la storia del bimbo reduce dal campo di concentramento. È vero anche che nei film di guerra, qualsiasi essa sia, molte scene possono rincorrersi e ripetersi. Le guerre in fondo si assomigliano un po’ tutte, perché tutte fanno orrore.
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