La Nuova Ferrara

Le giovani leve sono di casa a Ferrara

Le giovani leve sono di casa a Ferrara

Al Teatro Abbado conclusa la rassegna dei concerti-aperitivi con il duo formato da Bortolotto e Andri

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Due pezzi virtuosistici relativamente brevi e due sonate di più ampio respiro hanno costituito l’ultimo concerto aperitivo di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Abbado domenica mattina.

La rassegna ha il pregio di presentare giovani solisti e cameristi di grande talento, i quali immancabilmente riscuotono i favori del pubblico che partecipa numeroso, ritrovandosi poi a commentare le esecuzioni nel successivo brindisi nel Ridotto, offerto dagli organizzatori.

Per l’ultimo appuntamento della rassegna erano ospiti la violinista Laura Bortolotto e il pianista Matteo Andri, entrambi friulani, titolari di un ricco palmares di premi vinti, nonostante la giovane età (la Bortolotto non ha ancora compiuto vent’anni).

Il loro concerto aperitivo ha offerto musiche di Claude Debussy (Sonata per violino e pianoforte L.140), Eugène Ysaÿe (Sonata per violino solo “Fritz Kreisler”), Maurice Ravel (Tzigane per violino e piano) e Franz Schubert (Sonata in La magg. “Gran duo”).

Nei pezzi virtuosistici (Ysaÿe e Ravel) la Bortolotto, eseguendoli a memoria, ha dato prova delle magnifiche qualità di interprete di cui è portatrice: in particolare nella sonata “Fritz Kreisler”, che il compositore aveva dedicato al collega violinista coevo, il senso del colore e la cura del timbro diventano espressione, pur nei grappoli di note del tempo velocissimo. Essenziale è diventata poi la ricerca del timbro giusto nella Tzigane di Ravel dove, con il sostegno del pianoforte, la Bortolotto ha cavato suoni ricchi di colore zingaresco e passionalità.

Matteo Andri si è dimostrato una spalla preziosa, ottimo l’amalgama con l’arco, equilibrate ed in sintonia le dinamiche nelle due sonate di ampio respiro: un Debussy riflessivo, introspettivo, dove il dialogo violino/piano diventa poesia soprattutto nel movimento intermedio, “fantasque et léger”.

Per finire Schubert, il “Gran duo” pagina di riferimento della musica da camera ottocentesca, permeato di un virtuosismo già spinto, ma sempre dentro la misura di temi che toccano la sensibilità dell’ascoltatore, portati a commuovere più che a meravigliare. Calorosa la risposta del pubblico che ha richiesto ed ottenuto due bis: i Preludi per violino e pianoforte di Dmitry Shostakovic.

Athos Tromboni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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