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Quanti applausi per salutare Beppe e la Straferrara

Quanti applausi per salutare Beppe e la Straferrara

Domenica , giorno dedicato alla donna, la Straferrara, la compagnia dialettale estense più vecchia, ha presentato alla sala Estense la rappresentazione Par piasér póssia cupàrat, di Massimo Caselli,...

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Domenica , giorno dedicato alla donna, la Straferrara, la compagnia dialettale estense più vecchia, ha presentato alla sala Estense la rappresentazione Par piasér póssia cupàrat, di Massimo Caselli, autore di ultima generazione dei drammaturghi dialettali ferraresi.

Da alcuni anni, coi suoi copioni, sia autografi che adattati da ‘classici’ come il fortunatissimo Arsenico e vecchi merletti, ripresa dello stupendo testo omonimo degli anni ’40 di Kesserling (poi sullo schermo grazie a Frank Capra) o l’Avaro di Molière, porta avanti un ‘testimone’ di notevole eccellenza. Cinque i personaggi in scena che hanno reso al massimo per un copione breve ma pregnante - un giallo a doppia sorpresa - ricco anche di espedienti teatrali di certo effetto, pur se da tempo applicati in performance drammaturgiche, entusiasmando il sempre folto e fedelissimo pubblico.

A fine spettacolo Maria Cristina Nascosi Sandri, giornalista e critico, ha tracciato un breve excursus sulla storia professionale della compagine che nel 2016 festeggerà gli 85 anni. Sono stati ricordati gli autori di prima generazione come Alfredo Pitteri, le cui due opere originali, la commedia Pàdar, fiòl e Stefanìn e l’atto unico L’ùnich rimèdi, diedero ufficialmente il via, il 14 agosto 1931, ad una carriera e rappresentazioni mai interrotte, nemmeno in tempo di guerra.

Un ricordo commosso è stato dedicato al grande Beppe Faggioli, mancato a tutta la città il settembre 2013: ma non sarà mai dimenticato. Tutti gli attori della Straferrara sono stati chiamati sul palco da “Cici” (nella foto) per un abbraccio simbolico e grato che comprendeva tutta la platea della sala.

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