La Nuova Ferrara

Al Museo del Belriguardo una storia ferrarese più ricca

Al Museo del Belriguardo una storia ferrarese più ricca

Oggi apre la sezione archeologica alla presenza del ministro Franceschini Esposti reperti provenienti in maggior parte dalla necropoli di Voghenza

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Sarà inaugurata questa mattina alle 11,30, alla presenza del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, la sezione archeologica del Museo Civico di Belriguardo a Voghiera. Questa sezione va così ad aggiungersi a quelle rinascimentali, d’arte moderna e di archeologia industriale, che già hanno avuto modo di farsi apprezzare. Il museo ospiterà reperti, per lo più provenienti dalla necropoli di Voghenza, oggi centro rurale ma prima della nascita di Ferrara importantissimo centro amministrativo imperiale e sede della Diocesi.

Recentemente le porte del museo si son schiuse in anteprima per un gruppo di giornalisti presenti sul territorio ed ospiti dell’azienda agricola Pettyrosso di Montesanto. A fare da Cicerone, per questa speciale occasione, lo stesso assessore alla cultura di Voghiera, Paolo Benetti, affiancato da Ottorino Bacilieri, già vicesindaco e anima del polo museale.

Al termine dell’inaugurazione, protagoniste saranno le aziende del territorio di Voghiera con il buffet di rito preparato dal ristorante il Presidio e dalla Pettyrosso, con ingredienti autoctoni di pregio.

Il primo nucleo del Museo fu istituito a Voghenza nel 1979 da alcuni volontari e da don Primo Cristofori (Ispettore della Soprintendenza archeologica, poi sostituito da Renzo Cirelli), e nel 1994 viene trasferito a Belriguardo. Ora, la sezione si arricchisce dei numerosi pezzi trovati a Fondo Tesoro (nel centro di Voghenza) tra il 1984 e il 1989, e mai esposti prima.

Quello che è possibile effettuare nel museo è un vero e proprio viaggio nella storia del territorio ferrarese: da evidenziare, nel percorso museale, i reperti di epoca etrusca, i più antichi mai trovati in questa parte del territorio ferrarese. Fu il professor Nereo Alfieri a riportare alla luce, nel 1954, queste testimonianze risalenti al IV-III sec. a.C. Tra i reperti sicuramente da ammirare un bronzetto raffigurante il dio Mercurio, del II sec. d.C., ritrovato negli anni '20 del '900, oltre a scarti di fornace e a importanti oggetti provenienti da Fondo Tesoro, del I-II sec.

E senza dimenticare quanto di splendido offre la parte dedicata ai reperti della della necropoli romana di Voghenza (I-III secolo d.C.) con un un pezzo unico al mondo: un magnifico balsamario in sardonice del I d.C.

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