La Nuova Ferrara

LA NUOVA DOMENICA

I giorni in cui Lamborghini volava nel Circus

di FEDERICA ACHILLI
I giorni in cui Lamborghini volava nel Circus

Fabio racconta: Forghieri alla base del progetto Anche Senna provò ed apprezzò il 12 cilindri

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La stagione di F1 del 2015 con il primo Gp d'Australia è iniziata da poche ore e con il rombo dei motori ancora nelle orecchie, la memoria ferrarese corre ai tempi di quell’avventura targata Lamborghini negli anni in cui il Toro fece la sua apparizione nel grande Circus a fianco di marchi prestigiosi prima con il motore 12 cilindri e poi con la mitica "Lambo" affidata ai piloti Nicola Larini ed Eric Van De Poele.

Stiamo parlando degli anni dal 1989 al 1993. Ed è proprio Fabio Lamborghini, direttore del Museo Ferruccio Lamborghini di Funo, in provincia di Bologna, a raccontarci del progetto F1, della collaborazione con l'ingegner Mauro Forghieri fino alla messa in pista di una McLaren bianca motorizzata con il V12.

E con un Ayrton Senna come pilota avrebbe certamente cambiato il corso della storia, visti i risultati dei test che lo stesso asso brasiliano ottenne in pista all’Estoril.

Il nome di Ferruccio Lamborghini rimane scolpito nella storia dell'automobilismo, ma non con lui la Lamborghini arriverà in Formula 1. Un'avventura lontana che tanti appassionati ancora ricordano. Ci può raccontare come nacque l'idea?

«Nel 1987 la Lamborghini Auto non era più di proprietà del mitico Ferruccio, ma appena acquisita dalla Chrysler del presidente Iacocca. I potentissimi motori 12 cilindri Lamborghini per decisione del fondatore non avevano mai corso nelle piste e la nuova proprietà voleva dare anche una connotazione sportiva di primo livello al marchio del Toro. Così nacque il progetto F1».

La collaborazione con l'ingegner Mauro Forghieri e la fondazione della Lamborghini Engineering. Cosa ricorda di quell'epoca?

«Forghieri aveva da poco lasciato la Ferrari e contattato occasionalmente a Montecarlo da Daniele Audetto, direttore generale Lamborghini, diede la sua possibile disponibilità a questa nuova avventura in F1. Iacocca, successivamente, lo assunse e così nacque la Lamborghini Engineering, distaccamento modenese della Lamborghini Automobili».

Il motore, il V12, venne creato per essere fornito alle squadre con maggiore esperienza. Fu una scelta proficua?

«Inizialmente la fornitura del motore era destinata alla March, alla Lola Larrousse e alla Scuderia Italia di Lucchini, successivamente forniti anche alla Lotus, alla Minardi e alla Ligier. Nel 1991 nasce la Lambo monoposto tutta Lamborghini in collaborazione con la Modena Team di Carlo Patrucco, pilota Nicola Larini. Certamente importante questa esperienza che ha aggiunto prestigio al marchio e crescita tecnologica, il 12 cilindri 3500 cc era molto potente (710 cavalli per 14.200 giri/min.) e affidabilissimo».

Nel 1990 il motore venne fornito al team Lotus e con la Larrousse, lo stesso anno, giunse al sesto posto nel campionato costruttori ed arrivò anche il primo podio per il motore Lamborghini, con Aguri Suzuki terzo in Giappone. Un'emozione che ci piacerebbe rivivere.

«Grande risultato il 3° posto in Giappone con la Larrousse - Lamborghini. In soli due anni la Engineering aveva fatto passi da gigante. Ricordo grande soddisfazione nel Team, tanto entusiasmo per possibili traguardi prestigiosi».

Nel 1991 venne fondato il team Modena con la creazione della Lambo 1, portata in campionato da Nicola Larini ed Eric Van De Poele. Cosa non funzionò?

«Problemi economici hanno impedito di poter competere ai massimi livelli. Importante è ricordare che quando tutto era pronto per una possibile conquista della vetta della F1 con la McLaren, dopo due test in circuiti diversi dove con Ayrton Senna vennero battuti tutti i record, in spregio ad un accordo raggiunto con i vertici Chrysler, Ron Dennis adottò i gratuiti propulsori Peugeot, un consistente contributo di dollari. La Chrysler, delusa, chiuse il reparto corsa e decise di vendere la Lamborghini Automobili agli indonesiani di Suharto».

Ma gli appassionati ferraresi di F1, come Lorenzo Bighi socio dell'Officina Ferrarese che ci ha fornito il materiale di archivio, hanno ancora nel cuore il rombo di quel 12 cilindri a V realizzato da Forghieri che, in una intervista rilasciata a cuore aperto alla rivista Lamborghini, dichiarò: «In quel motore ci ho messo l'anima».

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