Secondo classificato sezione narrativa - scuola
"Cos'è per me la gioia", molto intenso
Una sera, dopo che i miei genitori avevano litigato per l'ennesima volta, ho iniziato a pensare a quei ragazzi che non hanno problemi in casa e che provano gioia tutti i giorni, da quando si alzano a quando vanno a letto.
La sera poi, a pensarci, mi è venuto da chiedermi cosa sia per me la gioia, perchè proprio non lo sapevo. Ne sentivo parlare, ma in fondo dicevano solo "questo bambino è gioioso, quest'altro sprizza gioia da tutti i pori", ma io una spiegazione vera della parola gioia non l'ho mai ricevuta.
Chiedere ai miei genitori era fuori discussione e allora ho cominciato a pensare e a cercare per conto mio.
Inaspettatamente la risposta, o perlomeno così credevo.
Una mia amica, appena fidanzatasi con "l'uomo dei suoi sogni", mi ha detto questa frase: quando mi ha chiesto se volevo stare con lui, ho provato una gioia immensa. Ho pensato che fosse una cosa banale, perchè tra me e me credevo che la gioia consistesse nell'avere dei genitori presenti e una famiglia unita e nell'essere accettati dalle persone a cui vuoi bene.
Ecco, essere accettati per quello che si è, a prescindere dall'essere troppo alti o troppo bassi, troppo grassi o troppo magri... o più semplicemente diversi dallo stereotipo di perfezione che questo mondo sembra pretendere da ciascuno di noi.
Io magari la gioia l'ho provata e la provo tuttora, ma non so esattamente cosa sia.
Sul dizionario c'è scritto: stato di profonda allegria verso un fatto concreto o astratto.
Ma io sono arrivata a questa conclusione: la gioia è diversa a seconda delle persone che la provano e della loro sensibilità.
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