La Nuova Ferrara

Club Amici dell’Arte, 40 anni di passione

Club Amici dell’Arte, 40 anni di passione

Costituito legalmente nel 1975 si è sempre strutturato in due organismi: la Galleria Il Rivellino e l’Accademia San Nicolò

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Il Club Amici dell’Arte compie 40 anni di attività culturale, che ha sempre espresso attraverso due organismi: la Galleria Il Rivellino di via Baruffaldi 6 a Ferrara, dove si tengono mostre ed incontri, e l’Accademia d’Arte San Nicolò, nell’omonima piazzetta, il vero grande fiore all’occhiello dell’Associazione.

Nato nel 1973 da un’idea della pittrice Nelly Orsini, la quale inizialmente riunì alcuni fra i più noti pittori della città, ebbe come prima sede uno spazio in piazzetta Municipale, a fianco della sala Estense. Poi, nel 1975, si costituì legalmente con presidente Paolo Micalizzi, spostandosi in via Baruffaldi dove ancora oggi è situata. Da allora si sono succeduti alla presidenza Franco Fagnani, recentemente scomparso, Gian Carlo Caselli, Gianni Goberti, Vittorio Ferrarese e Gianni Bianchini, che ricopre la carica attualmente.

Il Club Amici dell’Arte è notevolmente cresciuto nel tempo, aprendosi a tutte le discipline: dalla pittura alla scultura, dalla grafica alla fotografia, dalla musica alla poesia ed al teatro; alcune di queste attività sono state però sospese per diverse motivazioni.

Molteplici le iniziative di spessore promosse in questi anni, sia intese come manifestazioni tematiche sia come mostre e drammatizzazioni teatrali dedicate ad eventi e ricorrenze culturali e storiche.

Da sottolineare la celebrazione del 500º anniversario della scoperta dell’America, con l’intervento del console generale degli Stati Uniti, Peter Samler, il 60º anniversario della morte di Garcia Lorca a cui intervenne il console generale di Spagna, i numerosi concerti del gruppo di chitarre classiche diretto dal maestro Leonida Squarzoni, che arrivarono fino all’Abbazia di Pomposa ed alla comunità ferrarese di Sesto San Giovanni (Mi) e molteplici rappresentazioni teatrali dedicate a Dino Campana, alla Liberazione del 25 aprile e altre, promosse da Gianni Goberti e Gianni Bianchini. Quest’ultimo di recente ha curato sia la rappresentazione che la mostra d’arte sul 150º dell’Unità d’Italia. Le mostre si susseguono a ritmo quindicinale, con la partecipazione di artisti arrivati ad esprimersi anche in campo nazionale, come Talani e Cunego.

I diversi corsi.

L’Accademia del Club Amici dell’Arte si trova nell’abside della chiesa di San Nicolò, chiusa al culto da moltissimi anni. A concederla per poter svolgere attività culturali è stato il Comune di Ferrara nel 1977. In questo ambiente, che ricorda la bottega rinascimentale, furono avviati il corso di scultura affidato a Laerte Milani, forse il migliore scultore ferrarese degli anni ’70, e di pittura, ad un altro prestigioso artista come Marcello Tassini. Nel tempo si sono poi avvicendati come docenti Maurizio Bonora, Gianni Guidi, Gianfranco Goberti, fino agli attuali Emidio De Stefano e Daniele Carletti per la pittura e Gianni Deserri per la scultura.

La peculiarità di questa unica realtà culturale del territorio che si dedica alla scultura è la presenza di un forno elettronico per la cottura dei manufatti, di cui si occupa Alfredo Filippini, un altro grande nome nel panorama artistico ferrarese, sia nella pittura che nella scultura. «Intere generazioni si sono avvicendate ai trespoli – ricorda Deserri, da 26 anni docente di questa disciplina plastica – e c’è anche chi fedelmente continua a frequentare da ben 33 anni».

La veterana è infatti Franca Menegatti, che si iscrisse con Milani affascinata dalla scultura che l’ha aiutata a superare lo stress di un lavoro presso l’ospedale psichiatrico. «Sono attratta dalle maternità e dagli angioletti - dichiara l’artista –, in questi anni ne ho fatti così tanti da riempire il garage».

Fra le ultime arrivate c’è Raquel, di origini spagnole. «Io non sapevo di potermi innamorare così della scultura, invece è accaduto ed il giorno prima di partorire ero qui per terminare un lavoro...».

Fra gli iscritti attualmente vi è un solo uomo e una persona sola in attività, quasi tutti sono pensionati o disoccupati.

«Gli allievi spesso arrivano senza sapere nulla della scultura – spiega Deserri –; allora metto loro a disposizione alcuni gessi da copiare e mi accorgo subito chi ha più o meno disponibilità. Ma se si ha costanza tutti, prima o poi, possono ottenere i risultati desiderati».

Terminata l’opera, la grande opportunità è il forno per cuocere le sculture, che consente così di completare l’attività iniziata con la manipolazione dell’argilla, la quale si può acquistare a Ferrara a pacchi di 25 kg, ma quando si vuole risparmiare si va con un camioncino a Faenza (Ra).

Laboratorio di pittura.

Da 25 anni Emidio De Stefano è l’insegnante di un laboratorio di pittura, corso che lui considera soprattutto uno spazio socializzante, dove sono nate bellissime amicizie. «Data la comprensibile diversità delle persone che frequentano – spiega –, preparo un programma individuale che tenga conto della preparazione di ognuno, poi seguito nel percorso artistico». Gli allievi sono particolarmente diversificati: si parte da Luca, piccolo aspirante artista di quasi 8 anni, che ogni giovedì sera si fa accompagnare dai genitori a lezione ed è presente anche con il maltempo. C’è poi Marta, iscritta dal 1991, che a fasi alterne frequenta ancora con lo stesso entusiasmo. In mezzo le nuove iscritte, come Liliana arrivata nel 2014 e Lella, una psichiatra in libera professione che si tiene libero il lunedì per «trasformare il dolore in parole ed immagini. Mi piace la figura umana – dichiara -, nella quale cerco di penetrare e coglierne l’anima». Pochi gli uomini, tra questi Dario, un ex disegnatore di modelli di scarpe per la Zenit. Ma indimenticabile è stato Ugo Fabbri, un magnifico collante e trascinatore che dopo solo alcuni anni di frequenza ha acquisito una solida autonomia artistica, come ancora tutti ricordano con affetto Patrizia Grassi e la sua grande generosità .

L’altro insegnante di pittura da 19 anni è Daniele Carletti, ben voluto dai suoi allievi per il modo affabile e coinvolgente: li indirizza verso la difficile arte della pittura con perizia tecnica ed espressiva, rispettando le loro tendenze personali. Un collettivo uniforme, entusiasta e legato da una grande amicizia ail proprio maestro.

Margherita Goberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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