La Nuova Ferrara

la musica era a cura di luzzasco luzzaschi

A quei tempi venivano preferite le voci soavi

A quei tempi venivano preferite le voci soavi

Ma in che modo cantavano Laura, Livia e Anna? Avevano la potenza vocale di un soprano lirico o la soavità di una voce alla Enya? Innanzitutto dobbiamo pensare che i concerti si svolgevano in camerini...

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Ma in che modo cantavano Laura, Livia e Anna? Avevano la potenza vocale di un soprano lirico o la soavità di una voce alla Enya? Innanzitutto dobbiamo pensare che i concerti si svolgevano in camerini di pochi metri quadrati, dunque non era necessario utilizzare un’intensità di voce elevata. E poi l’ideale canoro cinquecentesco abborriva il cantare ad alta voce e prediligeva la morbidezza e la dolcezza del suono: “cantando piano anco s’impara chi dice che col gridar forte le voci si fanno s’inganna doppiamente” (Zacconi, Prattica della Musica, 1592). E, come detto, le tre dame dovevano imbracciare strumenti a corda dal suono non ingombrante, senza contare che stavano sedute, dunque in una posizione sfavorevole all’emissione vocale. Niente vibrati, se non di rado, ma tantissimi abbellimenti (questo il termine tecnico) vocali, prima di invenzione personale e poi in un secondo momento messi su pentagramma da Luzzaschi stesso il quale, oltre a scrivere i brani, guidava il trio e lo accompagnava con il clavicembalo.

Ecco cosa scrive Vincenzo Giustiniani sul canto delle tre dame: “facevano a gara non solo in quanto al metallo et alla disposizione delle voci ma nell’ornamento di esquisiti passaggi...con l’ornamento d’un soave interrotto sospiro, ora tirando passaggi lunghi, seguiti bene, spiccati, ora gruppi, ora a salti, ora con trilli lunghi…”. (elios)

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