«Suonare a casa è una grande emozione»
Girando in lungo e in largo per l’Italia con il suo inseparabile pianoforte rosso, dopo aver aperto i concerti di Francesco De Gregori a Roma e a Milano, sabato sera Paolo Simoni ha fatto tappa a...
Girando in lungo e in largo per l’Italia con il suo inseparabile pianoforte rosso, dopo aver aperto i concerti di Francesco De Gregori a Roma e a Milano, sabato sera Paolo Simoni ha fatto tappa a casa, regalando al pubblico di palazzo Bellini emozioni in musica, affastellate di ricordi dell’infanzia vissuta a Porto Garibaldi. Senza retorica il trentenne cantautore, partito dalla laguna con la passione per la musica, dopo aver vinto nel 2007 il “Premio Tenco” esibendosi al fianco di Massimo Ranieri e di Paolo Conte, ha confessato di essere «un vostro compaesano sempre in giro con il piano, che non si droga, beve poco e canta tanto». La voce ed il piano sono un tutt’uno nel concerto in cui Simoni ha messo al primo posto l’amore per il territorio, a pari merito con quello della musica d’autore, ricordando l’amicizia e la collaborazione con il grande Lucio Dalla, ma anche con Ligabue e De Gregori. “La rana coraggiosa” del suo ultimo album “Si narra di rane che hanno visto il mare”, che sfidando il destino è andata oltre lo stagno per ammirare l’orizzonte sconfinato del mare, è il filo conduttore di un concerto, durante il quale Simoni ha coinvolto il pubblico che a più riprese ha cantato in coro, accogliendo con applausi fragorosi i suoi ultimi successi, da “Che stress” a “15 agosto” a “Stelle vicine”. L’attaccamento alle radici è a sua volta indissolubilmente legato all’inno alla musica d’autore che Simoni porta avanti sin da “Non sono solo canzonette”, patchwork di brani che fan parte della leggenda della musica italiana. «Ho avuto la fortuna di conoscere i miti della mia infanzia – ha confessato Paolo – ho cantato davanti a 12mila persone la scorsa settimana, ma l’emozione di essere qui a casa è tanta ed è lecita». L’omaggio di chiusura è andato a Lucio Dalla «che ora ride e gioca tra le nuvole».
Katia Romagnoli