La Nuova Ferrara

«Con Bobby Solo c’è sempre da imparare»

«Con Bobby Solo c’è sempre da imparare»

Grandi soddisfazioni per la ferrarese Silvia Zaniboni, chitarrista del mitico cantante e “principessa delle corde”

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È stato un anno ricco di scoperte, incontri, soddisfazioni per la chitarrista di Bobby Solo. Silvia Zaniboni oltre ad aver calcato prestigiosi palchi italiani, quest’anno ha imparato anche a conoscere alcuni fra i più importanti studi della televisione italiana per la celebrazione dei settanta “meravigliosi” anni di Bobby, compiuti il 18 marzo e festeggiati con l’uscita dell’album “Meravigliosa vita”. Silvia, che l’Elvis ha scelto di rappresentare accanto a sé anche nel booklet del nuovo disco, si è trovata nel giro di poche settimane a dover fare i conti con la tv e la diretta, e il battesimo è riuscito perfettamente: i suoi amici e follower hanno letteralmente preso d’assalto il suo profilo Facebook pubblicando le foto scattate al televisore durante i programmi, con il volto e la chitarra della “principessa delle corde” in primo piano. Ma vediamo quale sono state le apparizioni principali: il programma “Emozioni” su Rai 2 del 15 settembre 2014 dedicato alla carriera di Bobby e Little Tony, “Domenica Live” di Barbara d'Urso su Canale 5 del 25 gennaio 2015, “Porta a Porta” su Rai 1 del 17 marzo scorso e “Domenica in” sempre su Rai 1 il 22 marzo.

Grandi soddisfazioni per Silvia Zaniboni, dunque

«La soddisfazioni non sono mancate, ma nemmeno la stanchezza…Prima d’ora non mi ero mai cimentata in grandi spostamenti e settimane fuori casa, magari guidando da sola per chilometri. In un anno ho avuto un’enorme crescita musicale e professionale, oltre che aver conosciuto un sacco di posti e persone. È stato davvero impegnativo perché oltre all'attività con Bobby ho portato avanti contemporaneamente gli studi a Parma, il mio trio, con cui ho suonato il 27 marzo al Patchanka, e lo studio all'Amf».

Qual è la qualità in Bobby che apprezzi di più?

«Ha un sacco di qualità che apprezzo, a partire dal fatto che sul palco è imprevedibile…i pezzi non li interpreta mai allo stesso modo, non cambia mai i ritmi, le strutture, è un'improvvisazione continua e non bisogna mai abbassare la guardia. In questo modo si mantiene sempre alta l’adrenalina e ogni volta il concerto è una nuova esperienza. Apprezzo anche la sua continua ricerca musicale perché, come me, lui ascolta di tutto! Con lui c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare».

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