Quando i Lidi erano il vero tempio del divertimento di tutti i Ferraresi
Viaggio in un’epoca ormai finita tra nomi storici ora simbolo soltanto di declino e vandalismo Casbah, J&J e Topkapi erano tre immense discoteche con svariate situazioni ormai abbandonate
Con l’estate alle porte e le sortite sempre più frequenti sulla costa, per chi proprio teenager non lo è più, passando davanti ad alcuni edifici e luoghi, il pensiero non può che andare a dove, alcuni anni fa, ci si divertiva...
Fino ad un decennio fa, a volte qualche anno in più, i Lidi erano rinomati per alcuni locali, le discoteche, intese nel senso classico della parola, dove il dj mixava ancora su un “piano di lavoro” con più piatti, i vinili con i successi del momento e i riempipista opportunamente adattati alla disco. Luoghi dove non solo si ballava e dove si saliva sui cubi, in estemporanea in assenza di bei ragazzi ed affascinanti ragazze, per avere i cinque minuti di celebrità della pista. Discoteche dove si entrava al massimo a mezzanotte ed alle tre e mezza, quattro, ti buttavano letteralmente fuori, perché il dj andava a casa, la musica non suonava più, il bar aveva chiuso e gli addetti alle pulizie del locale entravano in sala e iniziavano a guardarti strano.
Erano i tempi d’oro della discomusic, erano gli anni ’80 e quelli della house music, gli anni ’90, era il periodo in cui per vedere e farsi vedere, non solo ballare, ma anche luogo di incontro dove si ritrovavano e formavano numerose compagnie, avventure e storie d’amore, era il momento di discoteche come Topkapi, J&J, Casbah, Rotonda (quando era solo discoteca d’elite e quando entrare era come essere ammessi in un club esclusivo) e Barracuda (la cui apertura e diverse piste, quando due erano già tante, significava una sola cosa: l’estate era cominciata).
Topkapi, a Lido Spina, lungo la Romea, costruzione bassa, che richiama lo stile damuso, fin dagli anni ’70 è stata la promessa di divertimento, incontri, musica e ballo. Gli ex sessantottini lì hanno potuto ascoltare e conoscere grandi nomi della musica italiana e non solo (perfino Ray Charles!), poi con gli anni ’80 se si voleva ballare la migliore musica del momento quello era il posto giusto e per andarci si parcheggiava anche lungo la Romea o nel distributore vicino e si facevano file a volte anche di oltre un’ora pur di poter entrare. Poi, a metà anni ’90 il declino, una prima chiusura e dopo un po’ la riapertura come Evento e poi ControEvento cercando di investire sull’estivo, ma il periodo d’oro si era esaurito ed oggi il Topkapi è lì, ricordo-ombra di se stesso, di un fulgore sociale che è stato, con la struttura inesorabilmente è destinata all’oblio nonostante alcuni tentativi - falliti - di rilancio dell’intera area.
La Casbah, discoteca ricavata a Lido Nazioni, sulla pianta dello Sporting, dove c’era una piscina, locale esclusivo che d’estate spopolava con tante situazioni e serate ricche di ospiti. Negli anni ’90 era ancora aperta praticamente tutte le sere, poi il declino rapidissimo e l’abbandono dei gestori, favorendo atti di vandalismo evidenti in tutto l’edificio.
Quello che era la Rotonda Club, che tanto negli anni ’60 aveva ispirato Fred Bongusto, e poi aveva ospitato tanti protagonisti della musica italiana. Negli ultimi anni ha cambiato diverse formule di attrazione, ma puntando ormai esclusivamente alla stagione invernale.
Il J&J, assieme dell’adiacente Fattoria, era un immenso locale a Lido Scacchi. Ha vissuto anni d’oro fra concerti, ospitate e serate a luci rosse. L’area è stata utilizzata per i mega rave estivi, ma il declino è arrivato comunque inesorabile, con la chiusura prima del J&J, poi della Fattoria ed uno stabile tanto grande quanto invendibile.
Unico superstite che ha saputo evolversi e trovare una formula giusta, offrendo non solo ballo ma anche altro, il Barracuda a Lido Spina, prima solo discoteca estiva, ora unico luogo di ritrovo per i giovani e giovanissimi, anche d’inverno e sola alternativa agli aperitivi in spiaggia.
Luoghi, edifici e nomi che costella(va)no i Lidi, testimoni del tempo che fu delle discoteche e che a guardarli e ricordare il cuore un po’ ci si stringe: erano gli anni ’80 e ’90, non il tempo delle mele, ma quello della disco music.
Maria Rosa Bellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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