La musica live ferrarese è in buona salute
Il Breaking Melody organizzato all’Arci Bolognesi ha registrato il tutto esaurito con musica rigorosamente originale
Il Breaking Melody, il festival che celebra l’inedito ferrarese, è tornato, portando a casa un successo ancora più grande delle edizioni precedenti. Venerdì all’Arci Bolognesi il matrimonio fra stili, esperienze e influenze musicali diverse ha costituito con tutta probabilità l’ingrediente fondamentale di questa felice edizione. La coda all’ingresso del locale, prima ancora della sua apertura, ne è una prova.
Quattro le band sul palco, quattro i generi musicali proposti. Quest’anno infatti l’offerta musicale è stata ancora più variegata con Lehmann (metal), Trauma Empirico (progressive metal), Summer of Hoaxes (pop punk) e Innerside (rock). Dietro le quinte del Breaking Melody appare una figura che forse è poco reclamissata quando si parla di serate live nel Ferrarese: l’organizzatore-promoter, preferibilmente musicista, Alessandro De Angelis in arte “Chuck Ford”, classe ’86, polistrumentista e cantante con buona esperienza di live in Europa. È lui a spiegare il Breaking Melody: «Ero stanco di vedere le solite sagre, concorsi truccati e festival dove il ruolo del musicista veniva bistrattato. Mi ripetevo che Ferrara aveva una storia musicale alle spalle che tutto il mondo dovrebbe invidiare, a cominciare dall’invenzione delle note musicali nelle nostra Abbazia di Pomposa. Con il mio socio e amico Nicolas abbiamo deciso di creare qualcosa per i gruppi ferraresi che suonano inediti cercando di dare un servizio di prim’ordine, dai pass che fanno felici i musicisti e sono comunque un ricordo della serata, al catering, dall’impianto audio alla proiezione dei loghi, dal timing professionale a promozione e pubblicità. Devo dire che il supporto dei ragazzi del Bolognesi è stato fondamentale».
Come vedi lo scenario attuale rispetto ai live?
«Ferrara ha passato momenti difficili per la musica live, tanti locali stanno chiudendo ma credo che, grazie allo spirito di intraprendenza di alcuni musicisti e di titolari di locali, si stia facendo molto per far tornare la gente davanti ai palchi e riproporre più concerti».
La più grande soddisfazione di questa edizione del “Melody” e le prospettive?
«In 15 anni di musica a Ferrara devo dire che è la prima volta che vedo una coda fuori dal locale prima di un concerto di band di inediti e non cover. Questa è stata una grande soddisfazione ma dobbiamo puntare ad un pubblico ancora più allargato. La mia ambizione è quella di attirare l’attenzione di grossi sponsor, in modo da poter chiamare band di grosso calibro come main event e fare aprire i live di questi big esclusivamente da band ferraresi».
Eleonora Poltronieri
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