Le Scintillazioni nell’opera di Secchieri
Un volume ne raccoglie anche la poetica. Il curatore Robaey: una persona valida
Il rosa antico, estense, e la carta spessa e spaziosa, faranno il carattere della nuova collana di Al. ce. Editore, dedicata alla poesia squisitamente emiliana. “In gran segreto”, che fa il verso al grande scrittore nostrano, non a caso, è stata patrocinata dalla Fondazione Giorgio Bassani e inaugura domani, alle 17, in Biblioteca Ariostea. Il primo prezioso titolo da accaparrarsi è Scintillazioni, che raccoglie tutti gli editi e gli inediti di Filippo Secchieri (1958-2011). Noto critico (autore di cinque saggi), bibliotecario e docente presso la Facoltà di Lettere, ha coltivato in modo appartato la vena poetica. Dopo un esordio collettivo tacque per i più, fatta eccezione per rare uscite su rivista.
Il volume, di quasi duecento pagine, è stato curato da Jean Robaey (Università di Ferrara) e introdotto da Alessandro Scarsella (Università Ca' Foscari), che saranno supportati durante la presentazione da Matteo Pazzi. L'antologia contiene, inoltre, la riproduzione di un commento manoscritto del poeta a una propria silloge, suscitato da indicazioni autografe di Monica Farnetti (Università di Sassari). La trattazione prende il largo dal dato umano, per sfociare nell'inevitabile passione letteraria che li accomunava: «Mi sono reso conto - ha esordito il docente belga - di avere di fronte una persona valida, ma né apprezzata tantomeno conosciuta. Mi sono accorto da subito del suo lato nascosto. La sua ispirazione, molto defilata», sebbene estremamente sottile e intelligente.
Non apparteneva a una corrente contemporanea precisa, bensì affondava le sue radici in tutto il ’900 lirico italiano e, in larga parte, in quello francese.
«La sua particolarità - ha proseguito Robaey - è di essere legato a doppio filo alla riflessione filosofica, oltre a non rinunciare mai, al contempo, alle immagini e al ritmo delle parole. Se va fatto un nome, Clemente Rebora fu il suo maestro, sul quale discusse anche la tesi di laurea. E del quale ne possiede l'esitazione, la non-definizione dello sguardo», una finestra aperta sulle marine di Giorgio Morandi: "Per ogni dove accade / Senza inizio né fine / Azzurro nell'azzurro / Pulviscolo e svanire".
Matteo Bianchi
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