Piaga sociale da combattere denunciando
Attori, spettatori e vittime; tutto il necessario è qui, serve forse qualcos’altro per inscenare una strabiliante commedia? Certo, non può mancare una degna scenografia. Non solo il teatro potrebbe...
Attori, spettatori e vittime; tutto il necessario è qui, serve forse qualcos’altro per inscenare una strabiliante commedia? Certo, non può mancare una degna scenografia. Non solo il teatro potrebbe avere queste caratteristiche, il bullismo, piaga sociale più attuale che mai, ha tutte le carte in regola per poter diventare “scena” di avventure degne di nota.
È proprio così, non necessità di grandi prove: solo giuste dosi di odio, violenza e rabbia verso chi fatica a reagire o difendersi. Le parti si delineano da sé: chi agisce, chi subisce e chi osserva sterile. C’è forse elogio per chi maltratta una compagna disabile come successo a Prato? C’è forse ammirazione verso chi in gruppo picchia una 13enne in strada? È forse motivo d’orgoglio personale, a Roma, spacciarsi per filofascisti e aggredire due coetanei solo perché più deboli?
Ognuno è libero di scegliere personalmente e dare un orientamento alle proprie azioni. Il bullismo è reale e ciò è dimostrato dal fatto che questo fenomeno si sta diffondendo, oltre che nella realtà quotidiana, anche in rete ad una velocità preoccupante. Si insinua tra i giovani ed una volta sviluppato lascia nelle vittime conseguenze disastrose, che le accompagneranno tutta la vita. Il bullismo va combattuto, ma prima di tutto prevenuto con una salda presa di coscienza: nel 2015 ciò non è più concepibile, perché parte di un modo di pensare e di vivere obsoleto e sbagliato, che crea danni alla vittima ed a colui che lo inscena moltiplicando i disagi. Si può evitare con scelte quotidiane da parte di coloro che vivono la gioventù in qualsiasi ambito, denunciando e prendendo posizione in situazioni in cui il nostro prossimo si trova in difficoltà.
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