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fidapa a palazzo roverella

Convivenza e ricambio le uniche soluzioni per l’associazionismo

Convivenza e ricambio le uniche soluzioni per l’associazionismo

Nella cornice affrescata di palazzo Roverella, in corso Giovecca, si è tenuto ieri mattina un convegno dedicato al ruolo dell’associazionismo femminile, organizzato da Fidapa (Federazione italiana...

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Nella cornice affrescata di palazzo Roverella, in corso Giovecca, si è tenuto ieri mattina un convegno dedicato al ruolo dell’associazionismo femminile, organizzato da Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari) Bpw Italy di Ferrara, con la presidente Maria Grazia Suttina e le associate Maria Grazia Avezzù e Daniela Rossi, le quali hanno riportato la propria esperienza.

In un momento di crisi economica e trasformazioni sociali, le difficoltà esistono per tutti i circoli ed i luoghi di aggregazione. Causa primaria la mancanza di ideali ed energia politica dei giovani. In questo contesto, le parole chiave emerse dalle relazioni delle numerosi ospiti della mattinata sono state: solidarietà, accoglienza e convivenza. È innegabile che nella nostra città le associazioni siano numerose e per avere un risultato positivo è necessario unire le forze.

La storia dell’associazionismo femminile, i valori civili, come quello della cura e della militanza sociale, le esperienze di diverse generazioni sono state le protagoniste di un percorso travagliato, vale a dire il susseguirsi di eventi che è intercorso tra i primi movimenti informali di inizio secolo, fino alla situazione odierna.

Le relatrici Maria Chiara Annunziata (Cif), Fiorenza Bignozzi (Ande), Paola Castagnotto (Centro donna giustizia), Daniela Fratti (Soroptimist) e Liviana Zagagnoni (Udi) hanno tutte evidenziato l’occorrenza di un ricambio generazionale, il bisogno di aggiornare le proprie modalità di azione, avvicinandosi ad una realtà sempre più social, e la voglia di sentirsi di nuovo rappresentate dalle istituzioni.

Lo scopo delle associazioni, femminili e non, deve di nuovo venire a coincidere con quello del singolo, sovrapponendo così il ruolo dell’individuo a quello di una società dove si vive attivamente e consapevolmente.

Irene Lodi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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