La rosa di fuoco ai Diamanti nel segno dell’arte spagnola
La mostra con Picasso e Gaudí inaugura sabato la nuova stagione di Ferrara Arte Da un Expo all’altro per una rassegna ricca di capolavori di fine ’800 e inizio ’900
FERRARA. Dopo un anno di assenza da Palazzo Diamanti, con Matisse ultimo evento espositivo nella primavera 2014, Ferrara Arte inaugura sabato la mostra “La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí”.
È un ritorno alla grande pittura spagnola, che è stata la vera protagonista degli ultimi anni della programmazione artistica con i colori e la luce dell’impressionismo di Sorolla ammirati nella primavera del 2012 - e purtroppo bruscamente interrotti dal terremoto con una doppia chiusura anticipata - e le potenti ombre caravaggesche di Zurbáran del secolo d’oro seicentesco proposte nell’autunno del 2013.
Questa volta il tema della mostra, curata da Tomàs Llorens e Boye Llorens e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte, è focalizzare l’obiettivo su Barcellona negli anni successivi alla grande esposizione universale del 1888, che consacrò la capitale catalana a città di valenza mondiale e che ebbe in quegli anni a cavallo tra il XIX e XX secolo un grande sviluppo culturale e artistico quasi simile agli Anni Folli parigini. Una stagione indimenticabile e molto feconda che tenne a battesimo un giovanissimo e promettente Pablo Picasso nel suo periodo blu, non ancora cubista. Tra le dodici stanze espositive dei Diamanti troveranno spazio capolavori dei protagonisti della pittura e scultura spagnola come Ramon Casas (protagonista non solo di dipinti ad olio su tela, ma anche di carboncini, pastelli, litografie), Santiago Rusiñol, Hermen Anglada Camarasa, Isidre Nonell, Ramon Pichet. Uno spazio a parte lo merita Antoni Gaudí che è protagonista di una sezione specifica riguardante l’architettura e il modernismo, che vede anche la firma di Joaquim Mir.
Una mostra che si contraddistingue anche per la presenza di veri capolavori di arte ornamentale e orafa con le opere di Lluís Masriera e Julio Gonzales. Ci sarà anche una parate con 146 cartoline d’epoca che documentano gli avvenimenti della “Settimana tragica” nel 1909 che in pratica sancì la fine della straordinaria stagione culturale e artistica. Sono complessivamente 123 le opere in mostra per un’esposizione che si appresta ad aprire a primavera ormai avviata e che si concluderà in piena estate, il 19 luglio.
Una rassegna che spera di assorbire parte del grande flusso di turisti dal 1º maggio in Italia per la grande esposizione universale. E chissà se proprio nel segno dell’Expo da cui si è partiti come tema base della mostra sulla Barcellona del post 1888, questo sia un buon viatico per sperare nel successo di una rassegna che pone Ferrara Arte all’avanguardia internazionale nell’allestire e ospitare rassegne pittoriche di grandissimo livello. Gli ingressi nel periodo estivo subiranno qualche variazione di orario e la bella stagione è favorevole anche per aperture prolungate serali, in calendario ne troviamo sette.
Sarà interessante vedere anche come la mostra procederà in tandem con quella sempre organizzato da Ferrara Arte in Castello con Boldini e De Pisis. Un precedente risale al 2008 quando ai Diamanti c’era Mirò mentre in Castello trovava posto il Garofalo di Ermitage (oltre 200mila visitatori in due). È risaputo che anche nell’arte l’unione fa la forza.
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