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il rapporto con ares tavolazzi

«Siamo fratelli, enorme rispetto» Dai “Beatles italiani” a Goldrake

Quando si parla di Ellade Bandini il pensiero corre immediatamente ad Ares Tavolazzi, suo compagno di mille avventure musicali. «Siamo fratelli - racconta Bandini - e per questo abbiamo un rispetto...

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Quando si parla di Ellade Bandini il pensiero corre immediatamente ad Ares Tavolazzi, suo compagno di mille avventure musicali.

«Siamo fratelli - racconta Bandini - e per questo abbiamo un rispetto enorme per le scelte compiute da ciascuno durante la propria carriera. Lui, ad esempio, nel 2000 ha deciso di suonare solo musica jazz, facendo delle rinunce importanti. Lo rispetto, perché si tratta di una scelta fatta per sentirsi meglio con se stesso, in effetti il basso in un certo tipo di brani può diventare monotono, cosa che invece non accade per la batteria».

«Ares - continua Ellade - è unico per il suo gusto musicale e per la serietà mostrata in tantissimi anni di carriera».

Il discorso dei singoli strumenti amplia poi la chiacchierata a quella è che è la musica leggera e rock dal vivo.

«Andare a vedere un concerto non significa solo conoscere il front line, il cantante. Bisogna conoscere i testi e saperne di musica, perché i musicisti sono altrettanto importanti. Non mi piacciono certi articoli di giornali e riviste in cui chi scrive dice che il big di turno andrà in tournée accompagnato dai soliti amici, non credo ci voglia tanto a scrivere i nomi di chi lo accompagna».

Tornando ad Ares, il loro rapporto risale proprio agli inizi della carriera di Ellade.

«Eravamo insieme nell’orchestra di Ugo Orsatti, ricordo che erano appena usciti in Italia i brani dei Beatles, così lui prese quattro parrucche e ci mandò in giro a suonare alcune loro canzoni e ci presentava come “Beatles italiani”. Poi con Ares abbiamo suonato in tanti gruppi, tipo i The Shake, fino a creare The Avengers con cui affiancavamo Carmen Villani. Ma il salto di qualità arrivò con Vince Tempera, fu lui ad inserire me ed Ares nell’ambiente discografico, a partire dall’orchestra di Sanremo che accompagnava tutti i brani, fino a diventare turnisti nelle sale di incisione per i maggiori cantanti degli anni ’70 o, ancora, realizzare colonne sonore (su tutte quelle dei primi film di Fantozzi e Atlas Ufo Robot per il primo Goldrake, scritta proprio da Ares e Tempera, ndr). Siamo sempre stati molto affiatati, in tutto». (d.b.)

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