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Corpo d’armata, storia da riscoprire

Il giovane storico ferrarese Giuseppe Muroni ha realizzato “I senza terra”: «Uomini costretti all’esilio»


14 aprile 2015


Giuseppe Muroni, giovane storico ferrarese, è autore de I senza terra. La storia del II Corpo d’armata polacco, documentario che ripercorre la storia dell’unità tattica ed operativa dell’esercito polacco in esilio durante la Seconda guerra mondiale. Il Corpo fu attivo dal 1943 al ’47 e nel ’45 la sua dimensione era arrivata ad oltre i 75mila effettivi.

Abbiamo incontrato Muroni per scoprire che cosa lo ha spinto a raccontare questa storia; sicuramente ai più sconosciuta. Perché realizzare questo documentario?

«I senza terra. La storia del II Corpo d’armata polacco è stato ideato all’interno del master di comunicazione storica dell’Università di Bologna. Insieme ad Antonio Plescia, esperto del tema e da cui è nata l’idea, ho firmato la sceneggiatura e la regia. Al lavoro ha collaborato anche Pasquale De Virgilio in qualità di aiuto regista. Sentivamo il bisogno di narrare una vicenda complessa e dar voce a una pagina della storia italiana ed europea non molto nota al pubblico di massa. Sebbene il documentario sia nato in un contesto universitario lo considero a tutti gli effetti un’opera prima».

Di che cosa parla?

«È la storia del II Corpo d’armata del generale Anders e di un intero popolo, quello polacco, vittima dei totalitarismi nazista e sovietico. Dalla spartizione della Polonia al massacro di Katyn, dalla nascita del Corpo in Medioriente agli spostamenti in Palestina ed Egitto fino alla Campagna d’Italia. Ed è proprio qui che si entra nel cuore del documentario: dalla quarta battaglia di Montecassino alla liberazione di Ancona e di Bologna, con alcuni focus sulla Brigata Maiella ed il rapporto non sempre idilliaco con la popolazione locale. Il rigore storico è alla base della narrazione, impreziosita da due grandi protagonisti: il noto storico Marco Patricelli e Luca Alessandrini, senza dimenticare l’inestimabile testimonianza di Wojciech Narebski, reduce e memoria storica del II Corpo».

Qual è la sua particolarità?

«I senza terra è uno dei pochi documentari sul tema in cui la vicenda è indagata nella sua complessità storica. La tesi proposta è volta ad una lettura di lungo periodo: la storia del II Corpo non si interrompe nel 1947, anno della smobilitazione, ma continua fino all’89; la maggior parte dei soldati polacchi, infatti, nel dopoguerra rifiuterà il rimpatrio in un Paese sotto dominio comunista preferendo l’esilio».

Quando verrà presentato il documentario ed in quali eventi sarà diffuso?

«A maggio saremo all’Istituto Parri di Bologna, poi a Montecassino in occasione delle celebrazioni della battaglia cobattuta 71 anni fa e dopo, ancora, in Molise. La voce inizia a girare - conclude Muroni -, l’intenzione è di portarlo in tutte le regioni in cui i polacchi hanno lasciato traccia. In seguito, il documentario verrà diffuso sul web».

Samuele Govoni

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