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sabato a cento

Frattini racconta la vita in musical «Senza sarei davvero triste»

Il regista Alfonso Lambo, che ha dato forma al testo pungente scritto dalla cantante Lena Biolcati, definisce “Sindrome da musical”, all’Auditorium Pandurera di Cento sabato alle 21, uno spettacolo...

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Il regista Alfonso Lambo, che ha dato forma al testo pungente scritto dalla cantante Lena Biolcati, definisce “Sindrome da musical”, all’Auditorium Pandurera di Cento sabato alle 21, uno spettacolo corale, una sorta di reality-musical, perché il cast non rappresenta personaggi inventati ma porta le loro esperienze di vita, a partire da quella del noto performer Manuel Frattini. Questi con tanta ironia si mette a nudo giocando con la figura di una psicologa (la co-protagonista Silvia Di Stefano), che lo dovrebbe guarire dalla sua “ossessione”per il musical.

Manuel è diventato in breve tempo uno dei più amati protagonisti del musical made in Italy. Con la consulenza artistica di Stefano D’Orazio (ex Pooh), lo spettacolo di sabato è una carrellata di canzoni e coreografie originali tratte da Pinocchio, Grease, Sette spose per sette fratelli, Cabaret, Cantando sotto la pioggia ed altre, con flashback interpretati dagli altri artisti del cast.

Ci dice tre caratteristiche che non devono mancare ad un bravo performer? «Sono le tre qualità associate al musical: saper ballare, cantare e recitare», risponde Frattini.

Cosa sarebbe la vita senza musical per lei? «Impensabile, tristissima. Nasco come ballerino, il mio sogno era che il musical arrivasse da noi. “Sindrome da musical” non è un titolo altisonante ma poter regalare al pubblico una grande emozione ha ricompensato in consensi, anche da parte della critica».

Lei ha fatto cantare e ballare i personaggi più amati dai bambini... «Pinocchio è stato un tipo di spettacolo che strizza l’occhio ai più piccoli, anche se tutta la famiglia si divertiva. La mia fiaba preferita? Ricordo quella che non mi piaceva, proprio Pinocchio, perché con gli occhi di bimbo rivedevo scene della mia vita di tutti i giorni, grandi che davano ai piccoli regole che loro di conseguenza infrangevano e venivano puniti».

Angela Balboni

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