La Nuova Ferrara

L’INAUGURAZIONE

Da oggi la mostra è aperta al pubblico fino al 19 luglio

di SAMUELE GOVONI

di SAMUELE GOVONI La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí attrae, incuriosisce, stimola. Vento freddo e cielo minaccioso non hanno impedito che davanti al portone di Palazzo dei Diamanti...

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di SAMUELE GOVONI

La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí attrae, incuriosisce, stimola. Vento freddo e cielo minaccioso non hanno impedito che davanti al portone di Palazzo dei Diamanti si creasse una fila di persone giunte per partecipare al vernissage della mostra che, da oggi, sarà visitabile fino al 19 luglio. Poche parole da parte delle autorità che poi hanno inaugurato con il loro giro questo nuovo allestimento; giusto un accenno all'importanza dell'arte e della cultura. Il sindaco Tiziano Tagliani, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, e la direttrice di Palazzo dei Diamanti, Maria Luisa Pacelli, hanno espresso soddisfazione e entusiasmo per quella che non vuole essere solo una mostra ma un vero e proprio omaggio alla Spagna e più precisamente alla Barcellona di fine Ottocento, inizio Novecento: una città viva, in piena evoluzione e rivoluzione.

«Come tutti - inizia Tagliani - sono davvero curioso. Non ho visitato "La rosa di fuoco" a porte chiuse, nessun “giro di casta”. Non conosco nello specifico il contenuto ma credo che ci troveremo davanti a qualcosa di speciale: vogliamo contribuire a cambiare la rotta del nostro Paese e vogliamo farlo attraverso l'arte».

Subito dopo il presidente dell'Emilia Romagna ha sottolineato: «Abbiamo scelto di investire nell'arte, nella cultura e nella memoria. In campagna elettorale dissi che, nel corso del mandato, avremmo triplicato i fondi per la cultura: bene, quest'anno porteremo i fondi da 18 a 28 milioni di euro e ne stanzieremo altri per il turismo cultuale. Abbiamo un’ ossessione: creare nuovi posti di lavoro e vogliamo farlo attraverso cultura, arte e turismo».

Infine la Pacelli, che ha portato anche i saluti del ministro Dario Franceschini, impegnato a Pompei con il premier Renzi, ha concluso: «Attraverso le opere esposte la mostra racconta un periodo particolare per Barcellona. Racconta dell'arrivo della rivoluzione industriale e della modernità. Ne "La rosa di fuoco", è racchiuso il mutamento sociale all'epoca in atto".

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